Circolare n° 264 del 7-12-1984

 

Servizio Personale  9078
 
 AI DIRIGENTI CENTRALI E PERIFERICI
e, per conoscenza
AI CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
AI PRESIDENTI DEI COMITATI REGIONALI
AI PRESIDENTI DEI COMITATI PROVINCIALI
 
Oggetto: Riepilogo delle disposizioni relative alla materia delle
         assenze dal servizio del personale
         Il presente "Riepilogo" si propone di racchiudere in un
unico testo le principali disposizioni emanate nel tempo in materia
di assenze del personale e di fornire precisazioni di piu' generale
interesse sulle questioni insorte in sede di applicazione delle
disposizioni medesime.
         Sara' cura della Direzione generale mantenere il testo
aggiornato in relazione ad eventuali sviluppi normativi e di
integrarlo con le ulteriori precisazioni di cui, anche con la
collaborazione delle unita' funzionali, si dovesse avvertire
l'esigenza.
                                 IL DIRETTORE GENERALE
                                         FASSARI
.
.
                                                      ALLEGATO
.
.
1 - RIPOSO SETTIMANALE
         Il riposo settimanale, coincidente, di regola, con la
domenica (1) e' irrinunciabile (2).
2 - FESTIVITA'
2.1. Elenco delle festivita'
         Sono considerati giorni festivi:
- tutte le domeniche (3) (4)
- il primo giorno dell'anno (3) (4)
- l'anniversario della liberazione (25 aprile) (3) (4)
- il lunedi' dopo Pasqua (3) (4)
- la festa del lavoro (1 maggio) (3) (4)
- il giorno dell'Assunzione della Beata Vergine Maria (15 agosto)
  (3) (4)
- il giorno di tutti i Santi (1 novembre) (3) (4)
- il giorno della festa dell'Immacolata (8 dicembre) (3) (4)
- il giorno di Natale (25 dicembre) (3) (4)
- il giorno 26 dicembre (3) (4)
- il giorno del Santo Patrono della localita' in cui il dipendente
  presta di fatto la sua opera (3)
- il giorno 16 agosto (3)
Non sono considerate festive le giornate in cui il personale non sia
normalmente tenuto a prestare servizio in dipendenza dell'eventuale
concentrazione dell'orario settimanale in cinque giorni (5).
2.2. Esclusione dal computo ai fini delle ferie
         Come precisato al successivo punto 3.1 per effetto di
quanto disposto dall'art. 16 del D.P.R. n. 5O9/1979 le domeniche e
le altre giornate festive debbono essere escluse dal computo delle
ferie, che sono riferite a giornate lavorative.
2.3. Prestazione di servizio durante le festivita'
         In via generale si dovra' evitare la prestazione di
attivita' lavorativa nonche' il compimento di viaggi per missioni in
giorni festivi, quando cio' non sia giustificato da esigenze non
rinviabili ad altra giornata.
2.3.1. Riposo per festivita' non goduta
         Nei confronti del personale che sia comandato a prestare
servizio la domenica o in altro giorno festivo, il riposo
settimanale ovvero quello per la festivita' non goduta deve essere
assicurato dal Dirigente l'unita' funzionale, il quale ne fissera'
il godimento in un giorno feriale della stessa settimana in cui cade
la domenica o la festivita', ovvero della settimana immediatamente
successiva (6).
         La fruizione del riposo compensativo e' obbligatoria e,
quindi, non e' consentita la corresponsione di alcun emolumento in
sostituzione del riposo medesimo, salvo quanto precisato al
successivo paragrafo per la festivita' diverse dalla domenica (7).
2.3.2. Compenso sostitutivo del riposo
         Nel solo caso in cui il servizio sia prestato in giorni
festivi diversi dalla domenica per effetto della partecipazione a
turni obbligatori di servizio e, per le modalita' di svolgimento dei
turni presso le singole unita' funzionali, risulti oggettivamente
impossibile concedere, entro la settimana successiva, il riposo
compensativo, al dipendente interessato spetta un compenso
sostitutivo commisurato all'importo previsto per il lavoro
straordinario festivo (8) e la relativa indennita' di turno. La
norma riveste carattere eccezionale e quindi non e' consentita
l'applicazione in via normale o generalizzata.
2.3.3. Lavoro straordinario in giornata festiva
         L'esecuzione di prestazioni di lavoro straordinario in
giornata festiva non da' titolo a riposo compensativo. Tale
esecuzione, peraltro, non puo' porsi in contrasto con il principio
di irrinunciabilita' del riposo settimanale. Ne consegue che nella
giornata di domenica non possono essere effettuate prestazioni di
lavoro straordinario, salvo che le modalita' di prestazioni del
servizio settimanale consentano di assicurare almeno 24 ore
consecutive di riposo.
3 - FERIE
3.1. Periodo spettante annualmente - Criteri di computo dei giorni
     lavorativi
         Il dipendente ha diritto ogni anno ad un periodo di ferie
retribuite di trenta giorni lavorativi ivi comprese le due giornate
di cui all'art. 1, lett. a) della legge 23 dicembre 1977, n. 937
(9).
         Si debbono, invece,  tenere distinte dalle ferie le quattro
giornate di cui all'art. 1, lett. b) della predetta legge 937/1977,
che continuano ad essere fruibili, a richiesta dell'interessato,
entro l'anno solare di competenza, tenendo conto delle esigenze di
servizio (cfr. paragrafo 4).
         L'innovazione di maggior rilievo apportata dalla normativa
di cui al D.P.R. n. 509/1979, art. 16, consiste nell'aver espresso
in giorni lavorativi il periodo di ferie annuali spettanti al
personale, con la conseguenza che debbono essere escluse dal computo
delle ferie stesse le domeniche e le altre giornate festive - di cui
al punto 2.1.) - che cadono in ciascun periodo feriale.
         Ai fini del computo dei giorni di ferie si deve fare
riferimento alla durata della giornata lavorativa commisurata ad un
numero di ore pari ad un sesto dell'orario settimanale di servizio
(9), in modo che una settimana di assenza valga sempre 6 giorni di
ferie.
         Pertanto, nel caso di un orario settimanale articolato in
modo non uniforme nei vari giorni lavorativi (ad es. settimana
corta), ogni assenza giornaliera a titolo di ferie sara' conteggiata
in misura proporzionale alla durata dell'orario di servizio, avendo
presente che un giorno di ferie equivale a 6 ore  e 20 minuti.
         Tale criterio e' applicabile esclusivamente per le ferie e
non per gli altri titoli di assenza previsti dall'ordinamento.
         I criteri per determinare il numero di giorni di ferie
spettanti al personale in prova (assunto posteriormente al 1
gennaio) e al personale di cui all'art. 6 L. n. 70/1975 sono
illustrati nel successivo punto 3.3.).
3.2. Irrinunziabilita' delle ferie e divieto di corrispondere
     compensi sostitutivi
         Il diritto alle ferie e' irrinunziabile (10).
         Non e', quindi, in alcun modo consentita la corresponsione
di un compenso sostitutivo delle ferie non godute. Di conseguenza, i
dipendenti che debbono ovvero intendano cessare dal servizio, nel
corso dell'anno, avranno cura di ultimare il godimento dei residui
periodi di ferie spettanti.
3.3. Maturazione del diritto (personale di ruolo e non di ruolo,
     personale in prova e personale straordinario)
         I criteri per determinare i periodi di ferie spettanti e il
momento di maturazione delle ferie stesse saranno illustrati
distintamente per il personale di ruolo e non di ruolo (gia' in
servizio al 1 gennaio), per il personale in prova e per il personale
straordinario.
a) Personale di ruolo e non di ruolo in servizio all'inizio
   dell'anno.
   Per tale categoria di dipendenti il diritto ai 30 giorni di ferie
   annuali matura integralmente all'inizio dell'anno (11)
b) Personale in prova.
   Tale personale durante il periodo di prova matura le ferie in
   proporzione al servizio prestato.
   Ai fini della determinazione del servizio prestato da computarsi
   alla data in cui il personale si assentera' a titolo di ferie,
   dovra' tenersi conto non soltanto delle effettive presenze in
   servizio ma anche di quelle assenze che diano comunque luogo, ai
   sensi delle vigenti norme legislative e regolamentari, al
   riconoscimento delle stesse come anzianita' di servizio (assenze
   per ferie, per permesso retribuito o non retribuito,per servizio
   militare, per aspettativa per infermita' a retribuzione intera o
   ridotta, ecc.).
   Per determinare il numero dei giorni di ferie effettivamente
   maturati in relazione al servizio prestato potra' essere
   utilizzata la tabella allegato n. 1.
   Superato il periodo di prova il personale di cui trattasi potra'
   fruire immediatamente del residuo periodo di ferie spettantegli
   nell'anno.
   A questo proposito si precisa:
   - se il dipendente era gia' in servizio all'inizio dell'anno, ha
     diritto complessivamente a 30 giorni di ferie (di cui quelle
     relative al periodo di prova si maturano, come sopra precisato,
     in relazione al servizio di volta in volta prestato);
   - se il dipendente e' stato assunto posteriormente al 1 gennaio,
     lo stesso ha diritto a un numero di giorni di ferie
     proporzionale al periodo di servizio che prestera' nell'anno
     (12).
   L'allegata tabella n. 1 consente di determinare oltre il numero
   dei giorni di ferie che si maturano durante il periodo di prova,
   anche quello del residuo periodo di ferie per il personale
   assunto dopo il 1 gennaio.
c)       Personale straordinario assunto ex art. 6 Legge n. 70/1975.
   Tale personale, assunto per un periodo massimo di 90 giorni
   nell'anno, ha diritto a un numero di giorni di ferie
   proporzionale al servizio effettivamente prestato (13). Per la
   nozione di servizio prestato si rinvia a quanto precisato alla
   precedente lettera b) e al successivo punto 3.4.
   Per quanto riguarda il rapporto tra periodi di servizio prestato
   e periodo di ferie spettanti puo' essere utilizzata l'allegata
   tabella n. 1, con l'avvertenza, peraltro, che a detto personale
   debbono essere attribuiti, in caso di servizio valutabile di 90
   giorni, 8 giorni di ferie da fruire in ogni caso anteriormente
   alla scadenza del rapporto.
3.4. Assenze comportanti riduzione di ferie
         Il periodo di ferie annuali deve essere ridotto ove nel
corso dell'anno, si verifichino determinati tipi di assenze.
         Le assenze che determinano la riduzione delle ferie, sono
le seguenti:
-        aspettativa per motivi di famiglia, personali e di studio (14);
- periodi di riposo facoltativo e di assenza non retribuita per
  malattia dei figli di eta' inferiore ai tre anni (15) concessi
  alle lavoratrici madri o ai lavoratori padri.
         Ovviamente, nei confronti dei dipendenti che dopo aver gia'
fruito delle ferie spettanti nell'anno si siano trovati nella
necessita' di assentarsi per i titoli sopra indicati, dovra' essere
nuovamente determinato il numero di giorni di ferie spettanti, e,
conseguentemente, le giornate di assenze dagli stessi effettuate a
titolo di ferie, in eccedenza a tale numero di giorni, dovranno
essere computate a titolo di permesso straordinario non retribuito.
3.5. Divieto di fruizione di mezze giornate di ferie
         Non e' consentita la fruizione di mezze giornate di ferie.
         Si precisa che tale criterio deve essere applicato anche
nei confronti dei dipendenti che prestano servizio presso le unita'
funzionali che osservano un orario articolato in cinque giornate
lavorative (16).
3.6. Turni di ferie
         Le ferie possono essere fruite secondo turni da stabilirsi,
in modo da garantire il regolare funzionamento dei servizi, in piu'
periodi dei quali uno di durata non inferiore a quindici giorni
consecutivi di calendario (17).
         A tale riguardo, tuttavia, tenuto conto degli adempimenti e
delle scadenze connesse alla situazione di lavoro dell'Istituto, le
SS.LL. potranno ammettere deroghe al principio di cui sopra per
motivate esigenze funzionali.
3.7. Eventi interruttivi delle ferie
         Fermo restando che i periodi di godimento delle ferie
possono essere interrotti per vari motivi (quali, ad esempio,
l'inizio della astensione obbligatoria per gravidanza e puerperio),
si richiama l'attenzione sulla circostanza che una completa
disciplina in materia e' stata dettata per quanto concerne
particolarmente l'insorgenza di uno stato di infermita'.
         L'art. 16 del D.P.R. n. 509/1979, infatti, prevede che le
infermita' di durata superiore a tre giorni insorte durante le ferie
ne interrompono il godimento nei casi di ricovero ospedaliero
debitamente documentato e nei casi in cui l'Istituto sia stato posto
in condizioni di convalidarle (v. successivo punto 5.2.2. d.).
         Nell'anzidetta ipotesi di interruzione per malattia e' in
facolta' del dipendente di fruire, in prosecuzione del periodo di
infermita', di un numero di giorni di ferie fino al raggiungimento
del termine prefissato per il rientro in servizio, ovvero di
di appartenenza, la fruizione delle ferie di un numero di giorni
pari al periodo di sospensione (18).
3.8. Proroga del periodo di ferie
         Il dipendente che non esaurisca le ferie nell'anno solare
cui le stesse si riferiscono ha diritto a fruire del residuo periodo
entro il 31 luglio successivo (19).
         Nei confronti del personale assente per ferie il 31 luglio,
il termine di cui sopra scade con il completamento del periodo di
ferie in godimento a tale data.
         Si precisa al riguardo che puo' essere prorogato all'anno
successivo il godimento dei soli giorni di ferie che sarebbero stati
concretamente fruibili nell'anno cui si riferiscono: di conseguenza
non potra' essere prorogato il godimento di ferie per un numero di
giorni superiore a quello di effettiva presenza in servizio
nell'anno di riferimento.
4 - GIORNATE DI RIPOSO SOSTITUTIVO DI FESTIVITA' SOPPRESSE AI SENSI
    DELLA LEGGE N. 937/1977 (4 giornate ex lettera b) art. 1)
         Come gia' chiarito al precedente punto 3.1., ai sensi del
primo comma dell'art. 16 del D.P.R. n. 509/1979, il dipendente ha
diritto ogni anno ad un periodo di ferie retribuite di trenta giorni
lavorativi ivi comprese le due giornate di cui all'art. 1, lettera
a) della legge 23 dicembre 1977, n. 937.
         Debbono invece tenersi distinte dalle ferie soltanto le
quattro giornate di cui all'art. 1, lett. b) della predetta legge n.
937/1977, che continuano ad essere fruibili, a richiesta
dell'interessato, entro l'anno solare di competenza e tenendo conto
delle esigenze di servizio.
         In caso di mancato godimento nell'anno solare per motivate
esigenze strettamente connesse all'organizzazione e alla
funzionalita' dei servizi, le giornate di riposo di cui al punto b)
dell'art. 1 della citata legge n. 937/1977 sono forfettariamente
compensate nella misura di 8.500 lire giornaliere lorde (20).
         Si richiama l'attenzione sulla circostanza che della
effettiva sussistenza delle condizioni richieste per il diniego di
concessione delle suddette quattro giornate di riposo e per la
correlativa corresponsione del compenso, sono personalmente
responsabili i dirigenti le singole unita' funzionali di
appartenenza.
4.1. Maturazione del diritto (personale di ruolo e non ri ruolo,
     personale in prova e personale straordinario)
         I criteri per determinare il numero delle giornate di
riposo spettanti e il momento di maturazione del diritto alle
giornate stesse, sono analoghi a quelli illustrati a proposito delle
ferie al paragrafo 3.3.
a) Personale di ruolo e non di ruolo in servizio all'inizio
   dell'anno.
Per tale categoria di dipendenti il diritto alle quattro giornate di
riposo matura integralmente all'inizio dell'anno.
b)       Personale in prova.
Tale personale durante il periodo di prova matura il diritto alle
giornate di riposo in proporzione al servizio effettivamente
prestato (per la nozione di servizio effettivamente prestato vedi
paragrafo 3.3. lett. b)).
Superato il periodo di prova il personale di cui trattasi potra'
fruire immediatamente del residuo numero di giornate spettantegli
nell'anno. A quest'ultimo proposito si precisa:
- se il dipendente era gia' in servizio all'inizio dell'anno ha
  diritto a tutte e quattro le giornate di riposo (di cui quelle
  relative al periodo di prova si maturano, come sopra precisato, in
  relazione al servizio di volta in volta prestato);
- se il dipendente e' stato assunto posteriormente al 1 gennaio ha
  diritto a un numero di giornate di riposo proporzionale al periodo
  di servizio che prestera' nell'anno (12).
In base alla seguente tabella potra' essere determinato sia il
numero complessivo di giornate di riposo spettante nell'anno , sia
il numero di giorni di riposo che si matura volta per volta durante
il periodo di prova.
         RAPPORTO FRA PERIODI DI SERVIZIO E GIORNATE DI RIPOSO SPETTANTI
              Giorni di servizio           Giornate di riposo
                                           spettanti in relazione ai
                                           giorni di servizio
             da  45 a 135                            1
             da 136 a 225                            2
             da 226 a 315                            3
             da 316 a 365                            4
c)       Personale straordinario ex L. n. 70/1975 art. 6.
Tale personale, assunto per un periodo massimo di 90 giorni
nell'anno, ha diritto alle giornate di riposo in proporzione al
servizio effettivamente prestato. In pratica per l'intera durata del
rapporto di lavoro ha diritto, in aggiunta alle ferie, ad una sola
giornata di riposo, che matura dopo 45 giorni di servizio (per la
nozione di servizio effettivamente prestato vedi paragrafo 3.3.
lett. b).
5 - PERMESSI STRAORDINARI RETRIBUITI
5.1. Elenco dei permessi e limite massimo complessivo nel corso
     dell'anno solare
         Il personale, (compreso quello in prova) ha diritto, in
ogni anno solare, ai seguenti permessi straordinari retribuiti entro
il limite massimo di trenta giorni (21):
- per matrimonio, quindici giorni;
- per malattia, fino a trenta giorni;
- per partecipare a pubblici concorsi o esami, fino a quindici
  giorni;
- per cure idrotermali, fino a quindici giorni (22).
         I permessi straordinari retribuiti sono computati secondo i
giorni di calendario, pertanto le festivita' e le giornate in cui il
personale non sia normalmente tenuto a prestare servizio in
dipendenza dell'eventuale concentrazione dell'orario settimanale in
cinque giorni, concorrono al computo dei periodi in questione quando
siano comprese in detti periodi.
5.2. Disposizioni riguardanti i singoli permessi retribuiti
5.2.1. Matrimonio
         In occasione del matrimonio, il dipendente ha diritto ad un
permesso retribuito di quindici giorni, nell'ambito del limite
massimo complessivo di trenta giorni nell'anno solare fruibili a
titolo di permesso straordinario retribuito (21).
         Si chiarisce che i quindici giorni comprendono anche quello
del matrimonio e che gli stessi vanno comunque concessi nel periodo
che va dal 14 giorno anteriore al 14 giorno successivo al matrimonio
medesimo.
5.2.2. Malattia
a) Principi generali
         I permessi straordinari per malattia, nell'ambito del
limite complessivo di trenta giorni di cui al punto 5.1., sono
concessi per infermita' di breve durata salvo che il dipendente
interessato chieda di essere collocato in aspettativa (v. punto
12.3.3.) (21).
         Esaurito il periodo massimo di trenta giorni annui i
dipendenti in stato di malattia saranno collocati d'ufficio in
aspettativa per infermita' (23).
b) Comunicazione dell'assenza per malattia
         La comunicazione dell'assenza per malattia deve essere
effettuata con assoluta tempestivita' e comunque entro le prime ore
dell'orario di servizio ordinario del primo giorno, avvalendosi del
mezzo piu' rapido, salvo il caso di comprovata impossibilita' (24).
         All'atto della comunicazione il dipendente deve precisare
se intenda fruire del permesso straordinario retribuito ai sensi
dell'art. 17 del D.P.R. n. 509/1979 ovvero essere collocato in
aspettativa per infermita'. Nel primo caso potra' chiedere la visita
di controllo, rimanendo in tal modo esonerato dalla presentazione
del certificato medico, ovvero dovra' far pervenire entro 48 ore il
suddetto certificato, nel quale debbono essere specificate la natura
dell'infermita' e la sua presumibile durata (25).
         Per quanto riguarda il secondo caso vedi capitolo 12.3.3.,
punto 2.
         Il dipendente che si trovi in comune diverso da quello di
abituale residenza, qualora non possa riprendere tempestivamente
servizio per ragioni di malattia, e' tenuto a darne immediata
comunicazione al Dirigente l'unita' funzionale da cui dipende (o al
funzionario da questi delegato) nonche' al Dirigente la diversa
unita' funzionale nella cui circoscrizione temporaneamente dimori,
precisando il suo provvisorio recapito (26).
         Il personale autorizzato a risiedere in comune diverso da
quello in cui e' situata la Sede di servizio in caso di assenza per
malattia computabile a titolo di permesso straordinario retribuito
ai sensi dell'art. 17 del D.P.R. n. 509/1979, oltre che comunicare
l'assenza con le modalita' di cui al presente punto b) deve
presentare, entro 48 ore, un certificato medico nel quale devono
essere specificate l'infermita' e la presumibile durata di questa.
         Per le malattie insorte durante o al termine di un periodo
di ferie si richiama quanto precisato al precedente punto 3.7.
c) Controlli dello stato di malattia ed effetti del mancato
   reperimento del dipendente
         Durante il periodo di assenza per malattia, il Dirigente
l'unita' funzionale ha facolta' di sottoporre l'impiegato a visita
medica di controllo (27), ancorche' lo stesso abbia prodotto il
certificato medico, avvalendosi dei medici di ruolo dell'Istituto
ovvero di medici fiscali cui sia stato conferito apposito incarico.
         Per la Sede centrale le visite di controllo vengono
disposte dal Servizio Personale cui dovranno essere giornalmente
segnalati, da parte dei competenti Servizi, i nominativi dei
dipendenti assenti per infermita' per i quali si ritengono opportuni
accertamenti.
         Nel caso di indisponibilita' di medici di ruolo o
incaricati, i dirigenti le unita' funzionali possono disporre il
controllo tramite le unita' sanitarie locali o in caso di insorgenza
della malattia all'estero tramite il Consolato o l'Ambasciata
italiana (28).
         I dipendenti sottoposti ad accertamento medico di controllo
dovranno essere resi edotti dell'esito dell'accertamento, che
dovranno sottoscrivere per presa visione.
         Durante il periodo di malattia indicato nella prognosi dal
medico o al termine dello stesso, nell'ipotesi di mancata
riassunzione del servizio, possono essere disposti nuovi
accertamenti medici.
         L'art. 5, comma 14, della Legge 11 novembre 1983, n. 638 di
conversione del D.L. 12 settembre 1983, n. 463 stabilisce che
"qualora il lavoratore, pubblico o privato, risulti assente alla
visita di controllo senza giustificato motivo, decade dal diritto a
qualsiasi trattamento economico per l'intero periodo fino a dieci
giorni e nella misura della meta' per l'ulteriore periodo, esclusi
quelli di ricovero ospedaliero o gia' accertati da precedenti visite
di controllo".
         Al riguardo si chiarisce che:
a) il termine di dieci giorni deve intendersi come massimo previsto,
   ai fini della trattenuta dell'intero ammontare della retribuzione
   giornaliera. La trattenuta stessa sara' commisurata alle
   effettive giornate di assenza ingiustificata, qualora queste
   siano inferiori al predetto numero di dieci;
b) ove il dipendente risulti assente alla visita di controllo, gli
   deve essere lasciata al domicilio apposita comunicazione con la
   quale va notificato al dipendente stesso che, se entro quindici
   giorni dalla data della comunicazione, non produrra' una
   documentata giustificazione della propria assenza, si
   applicheranno nei suoi confronti le misure previste dal
   menzionato art. 5, comma 14.
   Ovviamente, le giornate di assenza rientranti nell'applicazione
   della menzionata norma di legge non possono essere considerate a
   titolo di permesso retribuito ai sensi dell'art. 33 del
   Regolamento del personale, bensi' a titolo di assenza
   ingiustificata senza diritto a retribuzione;
   Nel caso di assenza del dipendente dal proprio recapito, il
   medico incaricato dell'accertamento dovra' compilare uno dei due
   modelli allegati in fac-simile alla presente circolare. Il primo
   modello (mod. 1), che dovra' essere compilato in duplice copia,
   si riferisce alla ipotesi in cui e' possibile lasciare la
   comunicazione al domicilio del dipendente assente al controllo.
   Il secondo modello (mod. 2) si riferisce alla ipotesi in cui non
   e' possibile lasciare la comunicazione in questione.
   La seconda copia del mod. 1 o il mod. 2 debbono essere
   tempestivamente restituiti, dal medico incaricato, alla
   Segreteria della unita' funzionale che ha disposto il controllo,
   la quale, nel caso di cui al mod. 2, inviera' al dipendente una
   comunicazione avente il contenuto di cui alla "avvertenza" posta
   in calce al mod. 1;
c) ai fini della trattenuta prevista dalla richiamata norma di legge
   devono essere considerati tutti gli elementi della retribuzione
   di cui all'art.111 del vigente Regolamento del personale;
d) anche in caso di applicazione della disposizione contenuta nel
   menzionato art. 5, comma 14, legge n. 638/1983, resta salva la
   possibilita' di valutare l'assenza dal servizio ai sensi
   dell'art. 106 del Regolamento organico (dispensa dal servizio);
e) qualora l'assenza ingiustificata del dipendente, per la quale si
   provvede ex art.5 citato, costituisce una infrazione disciplinare
   per la quale viene irrogata una sanzione avente effetti sulla
   retribuzione (artt. 71, 72 R.O.), da tali effetti va dedotta la
   retribuzione gia' trattenuta ai sensi dell'art. 5, comma 14,
   della legge n. 638/1983.
         In caso di dissenso dal referto del sanitario
dell'Istituto, il dipendente puo' chiedere per iscritto, entro il
termine perentorio di cinque giorni da quello in cui ha avuto
comunicazione scritta del giudizio medico o ha sottoscritto, per
presa visione, il predetto giudizio, che il giudizio definitivo sia
deferito ad un collegio medico arbitrale (29). Il collegio e'
composto da un medico designato dall'Istituto, da un medico
designato dall'interessato e da un medico esterno - che assume la
presidenza del collegio - designato di comune accordo dalle parti.
In caso di disaccordo, la designazione e' demandata ad un medico
funzionario della competente U.S.L.
         Quando il dipendente e' ricoverato presso istituti privati,
il Collegio puo' effettuare gli accertamenti sanitari nel luogo di
ricovero; in ogni altro caso il presidente del collegio comunica al
         Il Collegio decide in via definitiva, a maggioranza di
voti.
         Le spese per il consulto del collegio arbitrale sono
sostenute dall'Istituto, con esclusione degli onorari e del rimborso
delle spese spettanti al medico di fiducia del dipendente che sono
liquidati, nei limiti delle vigenti tariffe nazionali, soltanto nel
caso di mancata conferma del giudizio clinico-sanitario che ha dato
luogo alla richiesta di accertamento collegiale.
         Qualora il collegio arbitrale confermi il giudizio di
idoneita' al lavoro espresso dal sanitario dell'Istituto oppure la
visita di controllo o gli accertamenti sanitari collegiali non
possano avere luogo per fatto imputabile al dipendente, l'assenza e'
considerata ingiustificata anche agli effetti retributivi e
disciplinari (30).
         In caso di prosecuzione dello stato di malattia, gli
interessati dovranno darne notizia al dirigente l'unita' funzionale
di appartenenza, entro le prime ore dell'orario di servizio
ordinario del giorno in cui avrebbero dovuto riprendere servizio; in
mancanza della comunicazione le loro assenze saranno considerate
ingiustificate.
         Nel caso in cui i dipendenti assenti per infermita' si
trovino nella urgente necessita' di assentarsi dalla propria
abitazione nel corso della giornata, gli stessi dovranno -
considerati anche i gravi effetti riconnessi dal legislatore alla
assenza alla visita di controllo - tempestivamente darne notizia al
dirigente l'unita' funzionale di appartenenza, precisando l'orario
in cui non saranno reperibili al loro domicilio, ed esibire, al
rientro in servizio, idonea documentazione.
d) Insorgenza della malattia durante o al termine di un periodo di
   ferie.
         Come anticipato al punto 3.7., l'art. 16, secondo comma,
del D.P.R. n. 509/1979, prevede che le infermita' di durata
superiore a tre giorni insorte durante un periodo di ferie ne
interrompono il godimento in caso di ricovero ospedaliero
debitamente documentato e nei casi in cui l'Istituto sia stato posto
in condizione di convalidarle. In proposito si precisa quanto segue:
1) il dipendente, nell'eventualita' che sia colto da malattia di
   durata presumibilmente superiore a tre giorni durante un periodo
   di ferie trascorso nel comune ove ha sede l'unita' funzionale da
   cui dipende, dovra' dare comunicazione dello stato di malattia al
   dirigente la predetta unita' funzionale entro le prime ore
   dell'orario di servizio ordinario del primo giorno, avvalendosi
   del mezzo piu' rapido e, inoltre, dovra' far pervenire
   tempestivamente al dirigente in questione la documentazione
   attestante il suo eventuale ricovero in ospedale;
2) qualora l'infermita' in argomento sia insorta durante un periodo
   di ferie trascorso fuori sede, l'impiegato, dovra', sempre entro
   le prime ore dell'orario di servizio del primo giorno di malattia
   ed avvalendosi del mezzo piu' rapido, informarne sia il dirigente
   l'unita' funzionale da cui dipende sia il dirigente la diversa
   unita' funzionale nella cui circoscrizione temporaneamente dimori
   (o, in caso di soggiorno all'estero, il Consolato o l'Ambasciata
   italiana), al quale fara' pervenire la documentazione relativa
   all'eventuale ricovero ospedaliero.
  Nell'ipotesi in cui il ricovero ospedaliero non abbia avuto luogo,
  ai fini della possibilita' della convalida della malattia da parte
  dell'Istituto occorre:
  1) che il dipendente abbia comunicato l'insorgenza della malattia
     con le modalita' di cui al paragrafo 5.2.2. b). La mutazione
     del titolo di assenza ha luogo, comunque, a partire dal giorno
     in cui e' ricevuta tale comunicazione;
  2) che la dimora del dipendente durante la malattia coincida con
     la sede di una unita' funzionale dell'Istituto o ne disti non
     oltre 50 Km. In caso contrario, ferma restando la comunicazione
     di malattia, e' necessario che la malattia stessa sia
     certificata (anche per quanto riguarda la durata) da un
     organismo pubblico della localita' di dimora.
5.2.3. Permessi straordinari retribuiti per la partecipazione a
       concorsi ed esami
         Al personale possono essere accordati, nel limite di 15
giorni e sempre nell'ambito dei trenta giorni annui di cui all'art.
17 del D.P.R. n. 509/1979, permessi straordinari retribuiti per la
partecipazione a pubblici concorsi o ad esami per il conseguimento
di titoli di studio o professionali legalmente riconosciuti (21).
         I permessi possono essere concessi oltre che per i giorni
in cui si svolgono le prove di concorso o d'esame anche per il
viaggio, nel limite di un giorno per il viaggio di andata e di un
giorno per il viaggio di ritorno,se la sede d'esame o di concorso
sia distante trecento o piu' chilometri,ovvero per periodi inferiori
al giorno, tenendo conto anche della frequenza dei collegamenti, se
la menzionata sede sia distante fra i cinquanta e i trecento
chilometri.
         Il permesso straordinario retribuito non puo' ovviamente
essere concesso per consentire la preparazione ai concorsi o agli
esami.
         Le assenze dal servizio per partecipare a prove di esame o
di concorso, il rinvio delle quali non sia stato reso noto in tempo
utile o non sia comunque imputabile al dipendente, possono essere
computate come permesso straordinario retribuito, dietro esibizione
di idonea attestazione.
5.2.4. Cure idrotermali
         La disciplina della materia oltre che nelle disposizioni di
cui all'art. 17 del D.P.R. n. 509/1979 e' contenuta nella legge 11
novembre 1983, n. 638 di conversione del decreto-legge 12 settembre
1983, n. 463.
         In base alle disposizioni della predetta legge:
1) le prestazioni idrotermali possono essere concesse, fuori dalle
   ferie annuali, esclusivamente per effettive esigenze terapeutiche
   o riabilitative su motivata prescrizione di un medico specialista
   della Unita' Sanitaria Locale ovvero, limitatamente ai lavoratori
   avviati alle cure dall'INPS e dall'INAIL, su motivata
   prescrizione dei medici dei suddetti Istituti;
2) non possono essere concessi congedi straordinari e permessi per
   malattia per la fruizione di cure elioterapiche, climatiche,
   psammoterapiche (sabbiature), salve le eccezioni di cui alla
   successiva lettera d);
3) le assenze per fruire delle anzidette prestazioni non possono
   superare complessivamente il periodo di quindici giorni;
4) tra i periodi di cui sopra e le ferie annuali deve intercorrere
   un intervallo di almeno quindici giorni.
         A chiarimento delle disposizioni sopra richiamate e tenuto
conto delle vigenti disposizioni contrattuali e regolamentari si
forniscono le seguenti ulteriori precisazioni:
a) Titolo dell'assenza.
Per la generalita' dei dipendenti, i periodi di cure idrotermali
debbono essere computati a titolo di permesso straordinario
retribuito nell'ambito dei trenta giorni previsti per cure o per
malattia di breve durata di cui all'art. 33 del vigente Regolamento
per il personale.
Si rammenta che ai dipendenti aventi titolo ad effettuare le cure
nell'ambito dell'art. 33 R.O., non possono essere concessi, per
fruire di tali cure, periodi di aspettativa per infermita' ove i
dipendenti stessi abbiano esaurito il periodo massimo stabilito
dalla citata norma regolamentare.
b) Certificazione.
Per la concessione degli anzidetti permessi e' necessaria una
espressa e motivata disposizione della Unita' Sanitaria Locale: su
quest'ultimo organismo pubblico fa carico la responsabilita' circa
il rispetto delle procedure previste dalla legge per la concessione
dei permessi. La certificazione dovra', in ogni caso, contenere la
diagnosi e il tipo di cura prescritto.
Per le Regioni nelle quali non sono ancora costituite le UU.SS.LL.,
la certificazione deve essere rilasciata dagli Enti che in atto
svolgono le relative funzioni.
Per quanto riguarda le cure idrotermali in regime obbligatorio
generale, continuano a trovare applicazione le norme di legge e
regolamentari vigenti in materia di prevenzione e cura
dell'invalidita' pensionabile.
c) Intervallo minimo tra ferie e permessi o congedi.
L'intervallo minimo di quindici giorni previsto dalla legge deve
essere calcolato a giorni solari. Detto periodo minimo deve essere
accertato sia ai fini della concessione del permesso (tra l'ultimo
giorno di ferie concesso precedentemente e il primo giorno di
assenza per cure) sia ai fini della autorizzazione ad assentarsi per
ferie (tra l'ultimo giorno di assenza per cure e il primo giorno del
periodo di ferie richiesto).
La fruizione dei giorni di recupero delle festivita' soppresse (v.
paragrafo 4) non interrompe la continuita' dell'intervallo minimo
sopra indicato.
Per evitare che l'applicazione della disposizione di cui sopra possa
determinare l'esclusione dalle cure nei casi in cui l'inizio delle
stesse e' stabilito direttamente dall'Istituto (cure idrotermali in
regime generale), le Sedi dovranno assicurare che le comunicazioni
di avvio siano recapitate agli interessati almeno quindici giorni
prima della data iniziale del ciclo di cure.
d) Dipendenti appartenenti a categorie protette.
   La richiamata legge n. 638/1983 nell'escludere la concessione di
   congedi o permessi per malattia per la fruizione di cure
   elioterapiche, climatiche e psammoterapiche, fa salvi i periodi
   spettanti agli invalidi per causa di guerra, di servizio e del
   lavoro, ai ciechi, ai sordomuti e agli invalidi civili con una
   percentuale superiore ai due terzi.
Per l'applicazione della predetta norma si precisa che:
1) gli invalidi per causa di guerra, di servizio e del lavoro, per
   le cure connesse al loro stato di invalidita' nonche' i ciechi, i
   sordomuti possono fruire delle anzidette cure o di quelle
   idrotermali nel limite massimo di 15 giorni all'interno dei 30
   giorni di permesso straordinario previsti dall'art. 33 del
   Regolamento organico;
2) gli invalidi civili con una percentuale di invalidita' superiore
   ai due terzi in quanto destinatari delle disposizioni tuttora
   vigenti di cui all'art. 26 della legge n. 118/1971, possono
   fruire degli anzidetti permessi o di quelli per cure idrotermali
   nel limite di 15 giorni ma al di fuori dei trenta giorni di cui
   alla richiamata disposizione regolamentare, ai sensi dell'art. 35
   dello stesso Regolamento;
3) gli invalidi civili in generale, in base al richiamato art. 26
   Legge n. 118/1971 possono fruire di permessi per cure diverse da
   quelle sopra indicate nel limite di 15 giorni. I relativi periodi
   vanno conteggiati, a norma dell'art. 35 del Regolamento organico,
   al di fuori del limite di 30 giorni di cui all'art. 33 dello
   stesso Regolamento.
Per le categorie di cui sopra valgono le disposizioni richiamate per
la generalita' dei dipendenti in ordine alla certificazione e
all'intervallo minimo tra ferie e permessi o congedi per cure, con
la precisazione, per quanto riguarda la certificazione relativa alle
cure climatiche,che deve essere sempre specificato il tipo di
localita' (marina, montana, collinare, lacustre) nella quale il
paziente deve eseguire la terapia. I congedi per cure  a qualsiasi
titolo, infine, indipendentemente dalla loro computabilita' a  norma
dell'art. 33 o dell'art. 35 del Regolamento organico, non possono
eccedere la durata massima complessiva di 15 giorni l'anno.
5.3. Permessi straordinari retribuiti al personale straordinario
         Nei confronti del personale straordinario assunto a norma
dell'art. 6 della legge 20 marzo 1975, n. 70, spettano i permessi
straordinari retribuiti in proporzione al servizio prestato (31).
         Al fine di determinare il numero dei giorni di permesso
straordinario retribuito, spettanti al personale straordinario in
relazione al servizio prestato, la frazione di giorno superiore al
50% si arrotonda all'unita' mentre si trascura quella pari o
inferiore alla predetta percentuale.
         In relazione a quanto precede, si precisa che per la
nozione di "servizio prestato" - da computarsi alla data in cui il
personale si assentera' a titolo di permesso retribuito - si deve
far riferimento ai chiarimenti forniti al precedente punto 3.3.,
lettera b).
6 - PERMESSI RETRIBUITI AGGIUNTIVI AL PERSONALE ESPOSTO A RADIAZIONI
    IONIZZANTI
         Il personale professionalmente esposto ai rischi di
radiazioni ionizzanti che operi in zona definita "controllata" ai
sensi di legge ha diritto, in aggiunta ai periodi sopra indicati, a
15 giorni di permesso retribuito non frazionabili (32);
7 - PERMESSI NON RETRIBUITI
         L'art. 3 del D.P.R. 26 maggio 1976, n. 411 stabilisce che
il personale, per particolari motivi privati, ha diritto a permessi
non retribuiti per un periodo massimo di 30 giorni all'anno,
computabili ad ogni effetto nell'anzianita' di servizio.
         Si precisa peraltro che i permessi stessi sono computabili,
ai fini del trattamento di previdenza integrativo e di quiescenza
soltanto mediante riscatto degli stessi in base alle norme del
relativo regolamento.
         I giorni festivi di cui al punto 2.1. cadenti in periodi di
permesso non retribuito concorrono al computo dei periodi stessi
(33).
         I dirigenti le unita' funzionali sono autorizzati ad
accordare direttamente i permessi in questione ai dipendenti (anche
in prova) che ne facciano richiesta. Le relative domande potranno
essere accolte, nei limiti ritenuti adeguati, quando siano motivate
da gravi malattie di congiunti, nascita o matrimonio di figli,
esigenze di studio o connesse al trasferimento di Sede, purche' non
in contrasto con specifiche esigenze di servizio.
         In presenza di ogni altro particolare motivo privato
debitamente documentato, i dirigenti anzidetti dovranno valutare, ai
fini della concessione del permesso, la natura del motivo per il
quale viene richiesto compatibilmente con le esigenze di servizio.
8 - CONGEDI STRAORDINARI RETRIBUITI
8.1. Definizione
         Il personale ha diritto - oltre ai permessi straordinari
retribuiti nel limite di trenta giorni l'anno - ai congedi
straordinari previsti da specifiche norme di legge o disposizioni
governative riguardanti gli impiegati civili dello Stato (34).
         In tale categoria di congedi rientrano:
- i congedi straordinari per l'espletamento delle funzioni connesse
  alle cariche pubbliche elettive;
- tutti gli altri congedi previsti da norme di legge (ad esempio i
  congedi retribuiti spettanti ai dipendenti chiamati ad espletare
  funzioni presso uffici elettorali, congedi agli invalidi civili);
- i riposi per donazione di sangue di cui alla legge 13.7.1967, n.
  584 e successive modificazioni e integrazioni.
8.2. Disposizioni riguardanti alcuni singoli congedi
8.2.1. Congedi straordinari per cariche pubbliche elettive
         Le vigenti norme legislative prevedono, in favore dei
dipendenti che svolgono funzioni attinenti a cariche pubbliche
elettive, la concessione di congedi straordinari, ovvero di
aspettative. Per motivi di praticita' in questo paragrafo verranno
trattati entrambi gli argomenti, distinguendo peraltro la posizione
dei dipendenti eletti a cariche presso Enti autonomi territoriali da
quella dei dipendenti eletti al Parlamento (italiano ed europeo).
1. Dipendenti eletti a cariche presso Enti autonomi territoriali
         Le disposizioni vigenti prevedono, a seconda dei casi, il
collocamento in aspettativa ovvero l'autorizzazione ad assentarsi
dal servizio per il tempo necessario all'espletamento del mandato.
1.1. Collocamento in aspettativa
         Il collocamento in aspettativa e' concesso, a richiesta, ai
dipendenti eletti alle seguenti cariche pubbliche (35):
- consigliere regionale;
- presidente di giunta provinciale;
- assessore provinciale di provincia con piu' di 700.000 abitanti;
- sindaco di capoluogo di provincia;
- sindaco di comune con piu' di 50.000 abitanti;
- assessore di comune con piu' di 100.000 abitanti;
- presidente di Enti e di Aziende con amministrazione autonoma, di
  Enti autonomi territoriali, con piu' di 1000 dipendenti;
- presidente o assessore di comunita' montana con riferimenti ai
  Comuni con popolazione pari a quella della comunita' montana (38);
- presidente di comunita' montana che ha assunto le funzioni di
  U.S.L. in base all'art. 15, terzo comma, punto c) della legge 23
  dicembre 1978, n. 833 (36).
         I dirigenti le unita' funzionali dovranno provvedere ai
collocamenti in aspettativa di cui innanzi, dandone tempestiva
comunicazione, con l'indicazione della decorrenza dell'aspettativa
stessa e dell'Ente presso il quale e' rivestita la carica pubblica,
alla Sede centrale, Servizio personale, Reparto IX e a sospendere la
retribuzione nei confronti dei dipendenti interessati (ad eccezione
delle eventuali quote di aggiunta di famiglia).
         Si fa presente che gli aventi titolo alla aspettativa in
questione, ove non chiedano di essere collocati in tale posizione,
non possono fruire di permessi retribuiti per l'espletamento del
loro mandato.
a) Valutazione dell'aspettativa ai fini del servizio di pubblico
   impiego
         I periodi di aspettativa sono considerati a tutti i fini
come effettivamente prestati (37).
         L'aspettativa e' considerata, inoltre - ai fini del periodo
di prova - legittimo impedimento per tutta la durata del mandato
(38).
b) Trattamento economico durante il periodo di aspettativa (39)
         Al personale in aspettativa spetta il seguente trattamento
economico:
1) l'indennita' di carica, se deliberata dall'Ente od Azienda presso
   cui il dipendente ricopre la carica elettiva. Qualora l'Ente o
   l'Azienda non abbia deliberato l'attribuzione dell'indennita' di
   carica, al personale di cui trattasi viene corrisposto a carico
   dell'Ente o Azienda stessi, un assegno pari alla retribuzione
   netta, prevista per la qualifica ricoperta nell'Istituto, e cioe'
   tutti gli assegni, escluse le indennita' per servizi e funzioni
   di carattere speciale o per prestazioni di lavoro straordinario;
2) un assegno, sempre a carico dell'Ente o Azienda presso cui il
   dipendente ricopre la carica elettiva, pari all'eventuale
   eccedenza tra la retribuzione netta prevista dalle vigenti
   disposizioni per la qualifica ricoperta nell'Istituto ed i 4/10
   dell'indennita' di carica di cui al punto 1).
   Si fa rilevare che tale assegno spetta solo ove l'Ente o Azienda
   abbia deliberato di attribuire l'indennita' di carica di cui al
   punto 1);
3) le quote di aggiunta di famiglia a carico dell'Amministrazione di
   appartenenza.
                              * * * *
         Per quanto riguarda l'effettuazione delle ritenute
(erariali, previdenziali, assistenziali) e delle eventuali
trattenute ad altro titolo occorre distinguere se l'Ente o Azienda
presso cui il dipendente ricopre la carica elettiva abbia o meno
deliberato l'attribuzione dell'indennita' di carica.
b.1) Deliberazione indennita' di carica
1) Adempimenti a carico dell'Ente o Azienda presso il quale il
   dipendente ricopre la carica
- L'Ente o Azienda dovra' assoggettare l'indennita' di carica alle
  (eventuali) ritenute previdenziali e assistenziali, nonche' alle
  ritenute erariali tenendo conto delle detrazioni d'imposta di cui
  all'art. 15 del D.P.R. n. 597/1973 (in quanto quelle di cui
  all'art. 16, stesso decreto, saranno computate dall'Istituto in
  sede di eventuale determinazione dell'assegno di cui al precedente
  punto 2).
2) Adempimenti a carico dell'Istituto
         L'Istituto (Sede Centrale, Servizio Personale, Reparto IX)
provvedera':
- a richiedere all'Ente presso il quale il dipendente ricopre la
  carica elettiva, l'importo netto dei 4/10 dell'indennita' di
  carica e le successive variazioni;
- a determinare la "retribuzione netta", da porre a raffronto con i
  menzionati 4/10 dell'indennita' di carica, mediante detrazione
  dalla retribuzione lorda virtuale delle ritenute previdenziali ed
  assistenziali;
- a determinare l'ammontare dell'assegno al netto delle ritenute
  fiscali e a darne comunicazione all'Ente;
- a determinare, a fine anno, l'eventuale conguaglio fiscale e a
  comunicare all'Ente l'importo dell'assegno relativo al mese di
  dicembre, al netto del conguaglio stesso;
- a segnalare (con mod. E.A.D. 14/Ret) gli importi complessivi annui
  delle competenze fisse e continuative "virtualmente" spettanti al
  dipendente, delle eventuali quote di aggiunta di famiglia
  effettivamente corrisposte e dei 4/10 dell'indennita' di carica
  (codice voce "E 454").
         Quest'ultima segnalazione ha lo scopo di consentire,
mediante elaborazione automatizzata, sia l'effettuazione del
versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali sia la
determinazione delle ritenute fiscali, sia l'emissione della
relativa certificazione (mod. 101).
b.2) Mancata deliberazione dell'indennita' di carica
Adempimenti a carico dell'Istituto (Sede Centrale - Servizio
Personale - Reparto IX)
- l'INPS dovra' operare le ritenute previdenziali, assistenziali ed
  erariali, secondo la normativa in vigore, sulla retribuzione che
  spetterebbe in servizio ai dipendenti di cui trattasi, comunicando
  l'importo netto all'Ente o Azienda presso cui e' ricoperta la
  carica elettiva (che provvedera' a metterlo in pagamento);
- l'INPS provvedera' altresi' al versamento delle ritenute di cui
  innanzi e al rilascio agli interessati del certificato mod. 101.
1.2. Collocamento in aspettativa non retribuita ovvero in congedo
     retribuito per il tempo necessario all'espletamento del
     mandato.
         I dipendenti che ricoprono cariche elettive non ricomprese
nella elencazione di cui al precedente punto 1.1. (40) - ovvero
ricomprese nella elencazione stessa, ma relative agli Enti ivi
menzionati con popolazione o dipendenti inferiori a quelli indicati
nello stesso punto 1.1. - anche presso le Comunita' montane (41)
nonche' i Consiglieri circoscrizionali (42), possono chiedere di
essere collocati in aspettativa non retribuita per la durata del
loro mandato.
         I dipendenti che ricoprono le cariche di Consigliere
comunale, provinciale, circoscrizionale, Presidente, Assessore e
Consigliere di Comunita' montane, hanno diritto, in alternativa alla
possibilita' di essere collocati in aspettativa non retribuita, a
congedi retribuiti per il tempo strettamente necessario
all'espletamento del mandato (43).
         I dipendenti che ricoprono cariche elettive non ricomprese
nel precedente punto 1.1. i quali non chiedono di essere collocati
in aspettativa non retribuita e che non hanno titolo a congedi
retribuiti secondo quanto precisato al punto precedente, possono
fruire, per l'espletamento del loro mandato, solo di permessi non
retribuiti.
1.3. Congedi straordinari retribuiti
a) Valutazione dei congedi straordinari retribuiti ai fini del
   servizio:
   I periodi di congedo straordinario retribuito di cui al
   precedente punto 1.2. sono considerati a tutti i fini come
   servizio effettivamente prestato (37).
b)       Trattamento economico durante i congedi straordinari retribuiti:
   Al personale autorizzato ad assentarsi dal servizio a titolo di
   congedo straordinario retribuito per i motivi di cui al punto
   1.2., competono, oltre al trattamento ordinario, gli assegni e le
   indennita' per servizi e funzioni di carattere speciale, i
   compensi per speciali prestazioni ed il compenso per lavoro
   straordinario in relazione ai servizi effettivamente prestati
   (38).
2. Dipendenti eletti membri del Parlamento
a) Aspettativa per mandato parlamentare.
         A norma dell'art. 4 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, i
dipendenti dello Stato e di altri enti pubblici che siano eletti
deputati o senatori, sono collocati d'ufficio in aspettativa per
tutta la durata del mandato parlamentare.
b) Valutazione dell'aspettativa ai fini del servizio di pubblico
   impiego.
         Il periodo trascorso in aspettativa per mandato
parlamentare e' considerato a tutti gli effetti periodo di attivita'
di servizio ed e' computato per intero ai fini della progressione di
carriera, dell'attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e
del trattamento di quiescenza e di previdenza.
         Il dipendente collocato in aspettativa per mandato
parlamentare non puo', peraltro, per tutta la durata del mandato
stesso, conseguire promozioni se non per anzianita'. Allo stesso
sono regolarmente attribuiti, alla scadenza normale, gli aumenti
periodici di stipendio.
         Nei confronti del parlamentare che non ha potuto conseguire
promozioni di merito a causa dell'anzidetto divieto, e' adottato,
all'atto della cessazione, per qualsiasi motivo, dal mandato
parlamentare, provvedimento di ricostruzione di carriera con
inquadramento anche in soprannumero.
c) Trattamento economico durante il periodo di aspettativa.
         I dipendenti in aspettativa per mandato parlamentare hanno
diritto al seguente trattamento economico:
1) indennita' parlamentare;
2) eventuale assegno a carico dell'Amministrazione di appartenenza.
   Tale assegno viene corrisposto nei casi in cui il trattamento
   economico di attivita', escluse le quote di aggiunta di
   famiglia, e calcolato al netto dei contributi previdenziali ed
   assistenziali e delle ritenute erariali, risulti superiore ai
   4/10 dell'indennita' parlamentare (anch'essa calcolata al netto
   dei contributi per la Cassa di previdenza per i parlamentari
   della Repubblica e al netto delle ritenute erariali). L'assegno
   e' pari all'eventuale differenza tra il trattamento di attivita'
   e i 4/10 dell'indennita' parlamentare (entrambi calcolati al
   netto);
3) quote di aggiunta di famiglia a carico dell'Amministrazione di
   appartenenza.
                              * * *
         Si richiama l'attenzione sulla circostanza che l'indennita'
parlamentare non e' cumulabile con altri emolumenti.
         Restano escluse dal divieto di cumulo le indennita' per
partecipazione a Commissioni giudicatrici di concorso, a Commissioni
di studio e a Commissioni di inchiesta e per missioni (44).
                              * * *
Contribuzione assistenziale e previdenziale e ritenute erariali.
         L'INPS (Servizio Personale - Reparto IX) deve versare ai
fondi di competenza la contribuzione assistenziale e previdenziale
relativa alla retribuzione che sarebbe spettata ai dipendenti eletti
membri del Parlamento qualora avessero prestato servizio.
         Le ritenute erariali verranno operate invece unicamente
sull'assegno di cui al precedente punto 2) con le modalita' analoghe
a quelle previste per i dipendenti eletti a cariche pubbliche
territoriali.
3. Dipendenti eletti membri del Parlamento europeo
         Le norme relative all'aspettativa per mandato parlamentare
si estendono - ai sensi dell'art. 2 della legge 13 agosto 1979, n.
384 - ai dipendenti eletti membri del Parlamento europeo in
rappresentanza dell'Italia.
8.2.2. Riposi per donazioni di sangue (45)
         Al dipendente che ceda il suo sangue gratuitamente, per
trasfusioni dirette e indirette o per l'elaborazione dei derivati
del sangue, ad uso terapeutico ha diritto ad una giornata di riposo
e alla corresponsione della normale retribuzione, relativamente al
giorno del prelievo, alle condizioni appresso specificate:
a) il prelievo di sangue deve effettuarsi presso un Centro di
   raccolta fisso o mobile, ovvero presso un Centro Trasfusionale,
   ovvero presso un Centro di produzione di emoderivati regolarmente
   autorizzati dal Ministero della Sanita';
b) il limite quantitativo minimo che la donazione di sangue deve
   raggiungere e' di 250 grammi;
c) il dipendente, dopo aver donato il proprio sangue, dovra' farsi
   rilasciare dal medico che ha effettuato il prelievo il prescritto
   certificato regolarmente compilato e sottoscritto secondo lo
   schema allegato 2) e consegnarlo, al rientro in servizio,
   all'unita' funzionale di appartenenza a giustificazione
   dell'assenza;
d) il dipendente interessato deve produrre una dichiarazione redatta
   secondo lo schema allegato 3).
         Nel caso in cui il lavoratore si sia recato al Centro per
donare il proprio sangue e la donazione, per motivi di ordine
sanitario, non possa essere effettuata ovvero venga effettuata solo
parzialmente, il medico addetto al prelievo dovra' rilasciare al
lavoratore stesso un certificato, con l'indicazione del giorno e
dell'ora, attestante la mancata o parziale donazione. In tale
ipotesi l'Istituto considerera' l'assenza - limitatamente al tempo
necessario per l'accesso al Centro di raccolta e per il ritorno -
giustificata e non provvedera' ad alcuna decurtazione della
retribuzione.
         La durata del riposo si computa in 24 ore a partire dal
momento in cui il dipendente si assenta dal servizio per il prelievo
del sangue. Si consente tuttavia, considerato che le operazioni di
prelievo avvengono generalmente nelle prime ore della mattinata, che
il dipendente venga autorizzato ad assentarsi per l'intera giornata
in cui avviene la donazione.
         La retribuzione corrispondente alla giornata di riposo deve
essere rimborsata all'Istituto, nella sua veste di datore di lavoro,
dall'Ente cui affluisce la contribuzione per malattia e cioe', in
base all'art. 1, secondo comma, della legge 29 febbraio 1980, n. 33,
dall'Istituto stesso nella veste di Istituto assicuratore. L'importo
della retribuzione da richiedere a rimborso sara' commisurato alla
durata dell'assenza dal servizio e cioe' sara' pari ad 1/26 della
retribuzione mensile in caso di assenza per un'intera giornata
lavorativa ovvero alla retribuzione oraria per le ore di assenza,
quando quest'ultima e' in concreto inferiore all'orario giornaliero.
         Per la contabilizzazione dei rimborsi, le unita' funzionali
effettueranno la seguente registrazione:
         IMR 30/89 a (GPA, GPH, MMH) 24/31.
         Il conto "IMR 30/89" (Rimborso delle retribuzioni
corrisposte ai lavoratori donatori di sangue ai sensi dell'art. 2
della legge n. 584/1967) accoglie in "dare" l'ammontare delle
retribuzioni corrisposte ai donatori di sangue, mentre i conti (GPA,
GPH, MMH) 24/31 (Entrate varie - Recupero di spese per il personale)
riguardano il recupero delle stesse retribuzioni a seconda che si
tratti rispettivamente di personale degli uffici, degli stabilimenti
termali o della Casa di riposo di Camogli.
8.2.3. Assenze per motivi elettorali
         I dipendenti sono autorizzati ad assentarsi dal servizio in
occasione dello svolgimento delle elezioni. Occorre al riguardo
distinguere le assenze necessarie per esercitare il diritto di voto
da quelle connesse all'espletamento di funzioni presso Uffici
elettorali. Per quanto riguarda le prime si rammenta che in
occasione delle sole elezioni politiche (ivi comprese le elezioni
dei rappresentanti al Parlamento europeo e i Referendum abrogativi
di cui agli artt. 75 e 138 Costituzione.) e' prevista - ove
ricorrano determinati presupposti - anche la concessione del
trattamento di missione.
         Nei paragrafi seguenti saranno forniti chiarimenti in
ordine alle situazioni sopra individuate.
1. Assenze effettuate per esercitare il diritto di voto
1.1. Elezioni politiche, elezioni dei rappresentanti al Parlamento
     Europeo, Referendum di cui agli artt. 75 e 138 Costituzione
         In conformita' alle disposizioni in vigore per i dipendenti
dello Stato, il personale dell'Istituto che, in occasione delle
elezioni sopra indicate, debba recarsi fuori dal Comune dove presta
servizio, perche' iscritto nelle liste elettorali di altro Comune,
sara' autorizzato ad assentarsi dal servizio per esercitare il
diritto di voto (46).
         L'autorizzazione sara' concessa, a richiesta degli
interessati e dopo presa visione dei certificati di iscrizione
elettorali, dai Dirigenti le unita' funzionali.
         L'esercizio del voto puo' comportare - a seconda dei casi,
come di seguito specificato - il diritto al trattamento di missione
e al rimborso delle spese di viaggio oppure unicamente il diritto ad
assentarsi senza decurtazione della retribuzione.
A) Trattamento di missione e rimborso delle spese di viaggio.
         La concessione del trattamento di missione puo' trovare
applicazione:
1 - in via generale nei confronti del solo personale trasferito di
    sede, o recentemente assunto in servizio, il quale, sebbene
    abbia provveduto alle occorrenti denunzie anagrafiche (nel
    termine di 20 giorni dalla data dell'avvenuto trasferimento o
    dell'assunzione in servizio ai sensi dell'art. 11 del
    Regolamento sull'ordinamento delle anagrafi approvato con D.P.R.
    31 gennaio 1958, n. 136) non abbia ottenuto in tempo
    l'iscrizione nelle liste elettorali della nuova sede di
    servizio.
    Si ricorda al riguardo che l'art. 10 della legge 22 gennaio
    1966, n. 1, ha soppresso la facolta' di conservare, in caso di
    trasferimento della residenza, l'iscrizione nelle liste
    elettorali del Comune di provenienza;
2 - nei confronti del personale in missione il quale, per esercitare
    il diritto di voto, debba rientrare nella normale sede di
    servizio, o, eventualmente, raggiungere una diversa localita'.
    Le giornate di missione a tal fine fruite non dovranno essere
    computate agli effetti della durata della missione gia' in atto
    ed il relativo pagamento sara' curato dagli uffici che gia'
    provvedono a corrispondere il trattamento di missione.
         Nessuna indennita' o rimborso e' dovuta al personale che,
autorizzato a risiedere in comune diverso da quello della sede di
servizio, eserciti il diritto di voto in detto comune.
         Si indicano i limiti di tempo complessivi del viaggio di
andata e ritorno, entro i quali, in rapporto alla distanza, potra'
essere corrisposto il trattamento di missione per recarsi a votare
in altro comune (47):
- 1 giorno per le localita' viciniori, servite da mezzi di trasporto
           celeri o frequenti, e per quelle comunque a distanza non
           superiore a 20 chilometri;
- 2 giorni per le distanze sino a 200 chilometri;
- 3 giorni per le distanze oltre 200 e sino a 400 chilometri;
- 4 giorni per le distanze oltre 400 e sino a 700 chilometri;
- 5 giorni per le distanze oltre 700 chilometri e per gli
           spostamenti dal continente o dalla Sicilia alla Sardegna
           o viceversa.
         Si richiama tuttavia l'attenzione sulla circostanza che il
trattamento di cui si tratta deve essere attribuito in relazione
alla effettiva durata dell'assenza dalla ordinaria sede di servizio
e non necessariamente nel numero di diarie sopra indicato, il quale
costituisce il trattamento massimo liquidabile in rapporto alle
varie distanze fra la sede di lavoro e quella in cui deve essere
esercitato il diritto di voto.
         In particolare, nei confronti dei dipendenti che si recano
a votare in localita' viciniori, la corresponsione di una diaria
intera potra' essere disposta soltanto nel caso in cui ricorrano
particolari difficolta' di comunicazione tali da costringere il
dipendente a trattenersi fuori dell'ordinaria sede di servizio per
almeno 24 ore.
         Il rimborso delle spese di viaggio (secondo la speciale
tariffa elettorale applicata per i viaggi sulle ferrovie dello Stato
ed eventualmente su altri mezzi pubblici di trasporto) con
l'indennita' supplementare sul costo del biglietto a tariffa intera,
spetta anche quando i dipendenti interessati, fruendo di ferie loro
spettanti, si allontanino dalla sede di servizio o vi rientrino,
rispettivamente prima o dopo il periodo di validita' della tariffa
elettorale.
         Il rimborso delle spese di viaggio regolarmente documentate
sara' limitato:
a) per i tratti serviti da linea ferroviaria, all'importo del prezzo
   del biglietto di andata e ritorno secondo la tariffa elettorale
   applicata dalle Ferrovie dello Stato (nella classe spettante al
   dipendente);
b) per i tratti non serviti da ferrovia, ma da altro pubblico mezzo
   di trasporto in servizio di linea, all'importo della spesa
   sostenuta per il viaggio di andata e ritorno su tale mezzo
   secondo le tariffe che nella circostanza saranno praticate;
c) per i tratti non serviti da ferrovia o da altro pubblico mezzo di
   trasporto in servizio di linea, all'importo dell'indennita'
   chilometrica per uso del proprio mezzo di trasporto e a quello
   dell'eventuale pedaggio autostradale.
         Come sopra precisato nell'ipotesi di cui alla lettera a) e
b) dovra' essere corrisposta la consueta maggiorazione percentuale
sul prezzo del biglietto a tariffa intera.
         Il rimborso delle spese di viaggio e la corresponsione del
trattamento di missione sono subordinati alla presentazione del
certificato elettorale dal quale risulti, con attestazione del
seggio elettorale, l'avvenuto esercizio del diritto di voto.
B) Assenze autorizzate, senza trattamento di missione.
         I dipendenti che non abbiano provveduto, nel termine di 20
giorni dalla data dell'avvenuto trasferimento o dell'assunzione in
servizio, ad effettuare le prescritte denunce anagrafiche, potranno
assentarsi dal servizio per il tempo strettamento necessario
all'esercizio del diritto di voto e comunque entro il limite massimo
di tre giorni e le loro assenze saranno computate come assenze
giustificate con diritto alla retribuzione.
1.2. Elezioni amministrative
         La concessione del trattamento di missione non e' prevista
nei confronti dei dipendenti che in occasione delle elezioni
amministrative esercitano il diritto di voto in localita' diversa
dalla sede di servizio: le assenze effettuate dagli interessati
verranno computate come assenze giustificate con diritto a
retribuzione per il tempo strettamente necessario all'esercizio del
diritto di voto e comunque nel limite massimo di tre giorni.
2. Assenze per espletamento di funzioni presso il seggio elettorale
         Il personale il quale comprovi di essere chiamato ad
adempiere funzioni presso gli uffici elettorali (presidente,
segretario, scrutatore, rappresentante di lista o di candidato) ha
titolo ad un congedo straordinario retribuito di tre giorni sia in
occasione delle elezioni politiche che di quelle amministrative
(48). Qualora l'assenza di cui innanzi comprenda la domenica in cui
si e' svolta la consultazione elettorale, ai dipendenti interessati
sara' concessa una giornata di riposo compensativo.
         I dipendenti candidati alle elezioni, tenuto conto degli
orientamenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, potranno
fruire, per lo svolgimento della campagna elettorale, di congedi
straordinari retribuiti per un massimo di quindici giorni da
computarsi ai sensi dell'art. 35 del Regolamento del personale.
8.2.4. Assenze per espletamento di funzioni presso Uffici elettorali
       in occasione delle elezioni scolastiche degli Organi
       collegiali
         Con riferimento alle disposizioni impartite dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, i dipendenti dell'Istituto
nominati presidenti, membri, scrutatori o rappresentanti di lista in
occasione delle elezioni scolastiche degli Organi collegiali possono
essere considerati in congedo straordinario retribuito per il tempo
strettamente necessario alle operazioni elettorali e di scrutinio.
8.2.5. Assenze a seguito di convocazioni da parte di pubbliche
       autorita'
         Sono considerate assenze giustificate con diritto a
retribuzione quelle effettuate dai dipendenti:
- convocati dalle Autorita' militari per essere sottoposti a visita
  medica per servizio di leva;
- convocati dalle Preture, dai Tribunali, dalle Corti di appello, in
  Questura o presso Stazioni dei carabinieri, ecc. per motivi di
  giustizia, e precisamente: quali testimoni, ovvero in qualita' di
  parti lese nei soli procedimenti penali, ovvero quali giudici
  popolari, ovvero quali tutori di minori o di incapaci.
         Gli altri casi di convocazione non riconducibili ad una
delle fattispecie sopraindicate dovranno essere segnalati,
contemporaneamente all'invio della prescritta documentazione, alla
Sede centrale - Servizio Personale - Reparto VII - per le
conseguenti determinazioni.
9 - CONGEDO STRAORDINARIO RETRIBUITO PER RICHIAMO ALLE ARMI
         L'impiegato richiamato alle armi in tempo di pace per
istruzioni o per altre esigenze a carattere temporaneo e'
considerato in congedo straordinario per la durata del richiamo e
comunque per un periodo massimo di due mesi (49).
         Per il periodo eccedente i primi due mesi viene disposto il
collocamento in aspettativa per servizio militare (v. punto 12.3.1.)
(50).
         All'impiegato in congedo straordinario per richiamo alle
armi, spettano la retribuzione e gli assegni personali di cui sia
provvisto, nonche' l'eventuale eccedenza dell'ammontare delle quote
di aggiunta di famiglia rispetto agli assegni dovuti allo stesso
titolo dall'Amministrazione militare (51).
10 - ASSENZE PREVISTE DALLA LEGISLAZIONE PER LA TUTELA DELLA
     LAVORATRICE MADRE. ASSENZE FACOLTATIVE AL PADRE LAVORATORE
10.1. Periodi di assenza spettanti alla lavoratrice madre in
      occasione della nascita del bambino e per l'assistenza del
      medesimo.
10.1.1. Astensione obbligatoria dal lavoro:
a) Assenze obbligatorie
a) da due mesi prima della data presunta del parto, fino alla data
   effettiva del parto. L'astensione obbligatoria e' anticipata a
   tre mesi dalla data presunta del parto quando le lavoratrici sono
   occupate in lavori che, in relazione all'avanzato stato di
b) dal giorno seguente a quello del parto fino al terzo mese
   successivo (53).
         I periodi di assenza di cui al punto b) competono altresi':
- nei casi di interruzione della gravidanza, spontanea o
  terapeutica, successiva al 180 giorno dall'inizio della
  gestazione. Al riguardo per il computo del periodo di cui innanzi
  si presume che il concepimento sia avvenuto 300 giorni prima della
  data presunta del parto (54).
- alla lavoratrice adottiva o affidataria, a decorrere
  dall'effettivo ingresso del bambino nella famiglia adottiva o
  affidataria in base ad atto della competente autorita', a
  condizione che il bambino stesso, alla data medesima, non abbia
  superato i sei anni di eta' (55).
10.1.2.  Assenze non obbligatorie connesse alla gravidanza e al parto
a) sei mesi entro il primo anno di vita del bambino (56) o,
   nell'ipotesi di bambino affidato o adottato di eta' non superiore
   ai tre anni, entro un anno dall'effettivo ingresso del bambino
   nella famiglia (57). Tale facolta' e' concessa al padre
   lavoratore, anche se adottivo o affidatario, in alternativa alla
   madre lavoratrice ovvero quando i figli siano affidati al solo
   padre. L'esercizio del diritto da parte del padre lavoratore e'
   subordinato alla condizione che la madre presti la sua opera in
   qualita' di lavoratrice dipendente (58);
b) per malattia, di carattere acuto e non cronico, del bambino anche
   adottato o affidato di eta' inferiore a 3 anni (59);
c) periodi di riposo orario entro il primo anno di vita del bambino
   (60);
d) periodi di assenza per malattia determinata da gravidanza o da
   puerperio (61);
e) assenza a seguito di interruzione della gravidanza prima del 180
   giorno dall'inizio della gestazione (62).
10.2. Disposizioni riguardanti le singole assenze
a) Astensione obbligatoria di cui al precedente punto 10.1.1.
         Durante i periodi di gravidanza e puerperio e' fatto
divieto di adibire al lavoro la dipendente interessata. Pertanto i
dirigenti le unita' funzionali dovranno richiedere alla dipendente
l'esibizione della documentazione sanitaria occorrente per il
rispetto del divieto.
         I periodi di astensione obbligatoria dal lavoro sono
computati nell'anzianita' di servizio a tutti gli effetti, compresi
quelli relativi alla tredicesima mensilita' e alle ferie (63).
Durante tali periodi sono corrisposti tutti gli assegni, escluse le
indennita' per servizi e funzioni di carattere speciale o per
prestazioni di lavoro straordinario (64).
         Le dipendenti assunte ai sensi dell'art. 6 della legge 20
marzo 1975, n. 70, le quali iniziano a fruire di un periodo di
astensione obbligatoria per maternita' prima del termine del
rapporto di lavoro, non hanno diritto alla proroga del rapporto
rispetto alla sua naturale scadenza per effetto dello stato di
gravidanza o puerperio ne' alla corresponsione di alcun trattamento
per il periodo successivo alla cessazione del rapporto medesimo
(65).
         La lavoratrice madre deve produrre entro 15 giorni dallo
evento il certificato di nascita del figlio (66).
         Le lavoratrici adottive o affidatarie per poter esercitare
i diritti innanzi menzionati debbono produrre l'atto di adozione o
di affidamento, il certificato di nascita del bambino e idonea
documentazione comprovante la data di effettivo ingresso del bambino
stesso nella famiglia adottiva o affidataria.
b) Altre assenze di cui al precedente punto 10.1.2.
         Le assenze di cui al precedente punto 10.1.2. lett. a) e
b), sono considerate a titolo di congedo straordinario (67).
         La lavoratrice che intende avvalersi del diritto di
assentarsi per un massimo di sei mesi (v. punto 10.1.2. a)) deve
indicare il periodo della assenza, che e' frazionabile. Essa puo',
tuttavia, rientrare in servizio prima dell'esaurimento del periodo
richiesto, purche' - considerati tra l'altro, gli effetti che
l'anticipato rientro puo' comportare per il personale eventualmente
assunto in sostituzione - ne dia congruo preavviso al dirigente
l'unita' funzionale di appartenenza.
         Il padre lavoratore che intenda avvalersi del diritto di
assentarsi allo stesso titolo, deve presentare una dichiarazione
dalla quale risulti la rinuncia dell'altro genitore ad avvalersi del
diritto sopraindicato (68), nonche', entro dieci giorni dalla
presentazione della dichiarazione sopraccennata, una dichiarazione
rilasciata dal datore di lavoro dell'altro genitore da cui risulti
l'avvenuta rinuncia (69).
         Qualora quest'ultima dichiarazione non sia presentata entro
il prescritto termine di dieci giorni, il dipendente gia'
autorizzato ad assentarsi dovra' essere richiamato in servizio, e le
assenze effettuate sono da ritenersi ingiustificate.
         La lavoratrice che intenda avvalersi del diritto di
assentarsi nei casi di cui al punto 10.1.2. lett. b)  deve
presentare un certificato medico dal quale risulti la malattia del
bambino stesso (69).
         Il padre lavoratore che intenda avvalersi del diritto di
assentarsi allo stesso titolo deve presentare una dichiarazione da
cui risulti la rinuncia dell'altro genitore ad avvalersi del
medesimo diritto oltre al certificato medico attestante la malattia
del bambino (69).
         La predetta dichiarazione deve essere sottoscritta sia dal
padre lavoratore che la presenta sia dall'altro genitore che
esercita la facolta' di rinuncia e deve recare l'indicazione
dell'ufficio, ente o azienda presso cui quest'ultimo presta la sua
opera.
         Le dichiarazioni di rinuncia non hanno efficacia permanente
nei confronti di tutte le situazioni che si dovessero verificare in
diversi periodi temporali e, pertanto, devono essere rinnovate ogni
qualvolta che, sussistendo le condizioni previste dalla legge, il
padre lavoratore intenda assentarsi dal lavoro in alternativa
all'altro genitore.
         Nei periodi di astensione facoltativa nel corso del primo
anno di vita del bambino (sei mesi) compete un trattamento pari al
30% della retribuzione (70), costituita dagli stessi emolumenti
presi in considerazione per i periodi di astensione obbligatoria
(cioe' tutti gli assegni escluse le indennita' per servizi e
funzioni di carattere speciale o per prestazioni straordinarie). Il
trattamento di cui trattasi deve essere assoggettato alle trattenute
previste per i casi di attribuzione di trattamento economico
ridotto.
         Per le assenze per malattia del bambino di eta' inferiore a
tre anni, non spetta alcuna retribuzione.
         I periodi di assenza entro il primo anno di vita del
bambino, ovvero per malattia del bambino di eta' inferiore a tre
anni, sono computati nell'anzianita' di servizio, esclusi gli
effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilita' (71).
c) Periodi di riposo orario entro il primo anno di vita del bambino
   (punto 10.1.2. lett. c)
         Le lavoratrici madri hanno diritto durante il primo anno di
vita del bambino, a due periodi di riposo di un'ora ciascuno ,
fruibili anche congiuntamente durante la giornata; il riposo e' uno
solo, di un'ora di durata, quando l'orario di lavoro e' inferiore a
6 ore (72).
         I periodi di riposo comportano il diritto delle donne ad
uscire dal luogo di lavoro (73).
         I periodi di riposo sono di mezz'ora ciascuno e non
comportano il diritto ad uscire dal luogo di lavoro nell'ipotesi in
cui fossero istituiti, nelle dipendenze dei locali di lavoro, la
camera di allattamento o l'asilo nido, di cui la lavoratrice intenda
usufruire (74).
         I periodi di riposo in questione spettano - sino al
compimento del primo anno di eta' del bambino - anche alle
lavoratrici che abbiano adottato bambini o che li abbiano ottenuti
in affidamento.
         Fermo restando che i riposi di cui sopra devono assicurare
alla lavoratrice la possibilita' di provvedere all'assistenza
diretta del bambino, la loro distribuzione nell'orario di lavoro
deve essere concordata tra la medesima e il dirigente l'unita'
funzionale, tenendo anche conto delle esigenze di servizio. In caso
di mancato accordo, la distribuzione dei riposi verra' determinata
dall'Ispettorato del lavoro. Non e' consentito alcun trattamento
economico sostitutivo (75).
         Si fa presente che per determinare la durata del riposo in
questione deve prendersi a base l'arco di tempo effettivo e non
quello teorico della giornata di lavoro della dipendente.
         Pertanto non sono utili ai fini di cui trattasi tutte le
assenze orarie (escluse ovviamente quelle in esame) che abbiano
influito sulla durata complessiva dell'orario di lavoro di ciascuna
giornata, quali ad esempio, permessi orari, astensioni dal lavoro,
ecc.
         I periodi di riposo in questione costituiscono un diritto
esclusivo della madre lavoratrice e, pertanto, di esso non puo'
avvalersi il lavoratore padre, in alternativa alla madre medesima.
         I periodi di riposo debbono essere fruiti giornalmente e,
quindi, in nessun caso possono essere cumulati fra giornate diverse.
         Per i riposi e' dovuta una indennita' a carico dell'ente
che assicura il trattamento di malattia. Per i dipendenti
dell'Istituto, l'indennita' e' a carico dell'INPS in quanto, per
effetto della legge 29 febbraio 1980, n. 33, l'Istituto deve
provvedere ai rimborsi della suddetta indennita', in misura pari
all'intero ammontare della retribuzione relativa ai riposi medesimi
(76).
         Per determinare l'ammontare dell'indennita' dovranno essere
considerati tutti gli elementi della retribuzione che vengono
corrisposti in forma continuativa, con esclusione, pertanto, degli
emolumenti la cui spettanza e' direttamente collegata alla presenza
in servizio (es. lavoro straordinario).
d) Periodi di malattia determinata da gravidanza o da puerperio
   (punto 10.1.2. lett. d))
         I periodi di assenza per malattia determinata da gravidanza
o da puerperio non sono computabili agli effetti del limite massimo
dei permessi straordinari retribuiti per malattia di breve durata o
dell'aspettativa per infermita' (61).
e) Assenze a seguito di interruzione della gravidanza (punto 10.1.2.
   lett. e))
         L'interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza,
ove si verifichi prima del 180 giorno dall'inizio della gestazione,
viene considerata aborto e non attribuisce alle dipendenti il
diritto a fruire di periodi di astensione obbligatoria dopo il parto
(62).
         Tuttavia, nel caso in cui le condizioni di salute non
consentano una ripresa del servizio, l'assenza sara' considerata
come dovuta a malattia prodotta dallo stato di gravidanza (62).
         Qualora l'interruzione sia successiva al 180 giorno
dall'inizio della gestazione, sara' considerata "parto" a tutti gli
effetti; le dipendenti conseguentemente nei tre mesi successivi non
potranno essere adibite al lavoro (54).
         Per il computo dei predetti periodi si ricorre alla
presunzione secondo cui il concepimento e' avvenuto 300 giorni prima
della data del parto indicata nel certificato medico di gravidanza
(54).
         In caso di aborto spontaneo o terapeutico, la lavoratrice
dovra' produrre, entro 15 giorni dall'evento, un certificato medico
attestante il mese di gravidanza al momento dell'aborto e quella che
sarebbe stata la data presunta del parto (77).
10.2.1.  Rapporto tra assenze per maternita' ed altri tipi di assenza
         Le assenze, sia per astensione obbligatoria che
facoltativa, non fanno venir meno, per la loro autonoma disciplina,
il diritto della dipendente alle altre forme di assenza per
permessi, congedi e aspettative cui abbiano titolo ai sensi della
normativa vigente.
         Le assenze per maternita' non concorrono a determinare la
durata massima delle assenze spettanti ad altro titolo. Esse sono da
considerare eventi sospensivi e non interruttivi delle aspettative
per infermita' o comunque di assenze ad altro titolo.
         Ai fini delle interruzioni tra i vari periodi di
aspettativa per infermita' e per motivi di famiglia, le assenze per
maternita' non sono da considerare come servizio, ma come periodi
neutri.
         Ovviamente le ferie e le assenze eventualmente spettanti ai
lavoratori ad altro titolo non possono essere disposte nei confronti
della dipendente interessata contemporaneamente ai periodi di
astensione obbligatoria dal lavoro nonche' a quelli di assenza
facoltativa (78).
11 - DIRIGENTI SINDACALI: CONGEDI E PERMESSI PER MOTIVI SINDACALI
         Per la individuazione dei dirigenti sindacali valgono le
norme di cui al capitolo V del D.P.R. 26 maggio 1976, n. 411.
         Per la disciplina dei congedi e dei permessi ai dirigenti
sindacali si fa rinvio all'art. 57 del D.P.R. n. 411/1976 e all'art.
61 del D.P.R. n. 509/1979.
12 - ASPETTATIVE
12.1. Elenco delle aspettative
         I dipendenti possono essere collocati in aspettativa per i
seguenti motivi (79):
- per servizio militare;
- per servizio civile sostitutivo di servizio militare;
- per infermita';
- per motivi di famiglia, personali o di studio;
- per l'assolvimento di funzioni pubbliche;
- per il coniuge che presti o sia chiamato a prestare servizio
  all'estero.
12.2. Autorita' competenti a disporre il collocamento in aspettativa
         Il Comitato esecutivo (*), sentita la Commissione del
Personale, e' competente (80):
- a disporre il collocamento in aspettativa per motivi di famiglia,
  personali e di studio;
- a concedere l'ulteriore aspettativa di durata non superiore a 6
  del personale;
- a disporre il collocamento in aspettativa, ai sensi della legge 11
  febbraio 1980, n. 26 del dipendente allorche' il coniuge presti o
  sia chiamato a prestare servizio all'estero.
         La concessione delle altre aspettative rientra nella
competenza dei Dirigenti le unita' funzionali.
         Si precisa che i provvedimenti di collocamento in
aspettativa riguardanti i Dirigenti le Sedi autonome di produzione
sono di competenza dei Dirigenti le Sedi regionali. Per il
collocamento in aspettativa di questi ultimi e dei Dirigenti i
Servizi della Sede centrale la competenza e' del Direttore generale.
         Quando si tratti di aspettative per infermita' di breve
durata, il relativo provvedimento potra' essere adottato dopo il
rientro in servizio dei dipendenti e dovra' contenere la
delimitazione temporale dell'aspettativa medesima.
         Quando si tratti di aspettative per infermita' di lunghi
periodi, e' opportuno che i Dirigenti le unita' funzionali adottino
tempestivamente il provvedimento di collocamento in aspettativa e ne
determinino la cessazione, con successivo provvedimento, al rientro
in servizio degli interessati.
12.3. Disposizioni riguardanti i singoli tipi di aspettativa
12.3.1. Aspettativa per servizio militare.
         Il dipendente puo' essere collocato in aspettativa per
servizio militare in due ipotesi:
a) chiamata alle armi per adempiere agli obblighi di leva o per
   anticipazione del servizio di leva in seguito ad arruolamento
   volontario; tale aspettativa e' senza assegni (81);
b) richiamo alle armi in tempo di pace per il periodo eccedente i
   primi due mesi di richiamo. Durante tale aspettativa, qualora il
   trattamento erogato dall'Amministrazione militare risulti
   inferiore a quello spettante presso l'Istituto all'atto del
   richiamo ovvero successivamente maturato per effetto della
   progressione economica o di carriera, al dipendente compete la
   differenza, comprensiva di eventuali assegni personali, a carico
   dell'Istituto stesso; in tale computo non sono inclusi gli
   eventuali assegni spettanti per incarichi speciali (82).
         Il tempo trascorso in aspettativa e' computato per intero
ai fini della progressione in carriera, dell'attribuzione delle
classi e degli aumenti periodici di stipendio nonche' ai fini del
trattamento di quiescenza e previdenza se il richiamo alle armi non
e' stato disposto su domanda del dipendente (83).
12.3.2. Aspettativa per servizio sostitutivo civile o per servizio
        militare non armato o per gli obiettori di coscienza.
         La legge 15 dicembre 1972 n. 772 (modificata dalla legge 21
maggio 1974 n. 249 le cui disposizioni di attuazione sono contenute
nel D.P.R. 28 novembre 1977, n. 1139) ha previsto all'art. 5 che gli
obbligati di leva contrari all'uso personale delle armi possono
optare per il servizio militare non armato o per il servizio
sostitutivo civile.
         L'art. 11 della citata legge ha equiparato tali servizi ad
ogni effetto a quello dei cittadini che prestano il normale servizio
di leva.
12.3.3. Aspettativa per infermita'
1. Condizioni per la concessione.
         L'aspettativa per infermita' e' disposta, a domanda o di
ufficio, quando sia accertata l'esistenza di una malattia che
impedisca temporaneamente la regolare prestazione del servizio (84).
         Quando si e' in presenza, invece, di una malattia a
carattere cronico, oppure che si riveli inguaribile fin
dall'insorgenza, si' da comportare una inabilita' permanente al
servizio che non consenta al dipendente di essere collocato, o
mantenuto, in aspettativa per infermita', si deve far luogo alla
dispensa dal servizio.
2. Aspettativa concessa a domanda.
         L'impiegato ha facolta' di chiedere il collocamento in
aspettativa:
- sia per i casi in cui presuma che l'infermita' sia di lunga
  durata;
- sia quando, pur potendo fondatamente ritenere che il processo
  morboso abbia a risolversi nel giro di pochi giorni, egli non
  intenda avvalersi, per quella specifica infermita', del permesso
  straordinario retribuito.
         In nessun caso i periodi di assenza per malattia gia'
considerati, a richiesta del dipendente, come permesso straordinario
retribuito per malattia possono essere qualificati a posteriori come
periodi di aspettativa per infermita'.
         Le domande intese ad ottenere il collocamento in
aspettativa per infermita' dovranno essere corredate di un
certificato medico di parte nel quale risultino specificate la
natura e la presumibile durata della malattia (85).
         Le domande di aspettativa debbono contenere, altresi'
l'indicazione del domicilio dei richiedente. Ogni variazione di
domicilio dovra' essere comunicata al dirigente l'unita' funzionale
di appartenenza.
         Nei confronti dei dipendenti che hanno richiesto il
collocamento in aspettativa i Dirigenti le unita' funzionali
predisporranno visite mediche di controllo il cui esito dovra'
essere notificato ai dipendenti stessi che lo sottoscriveranno per
presa visione (Cfr. successivo punto 5 "Controlli medici").
3. Aspettativa disposta d'ufficio.
         Il collocamento in aspettativa per infermita' e' disposta
d'ufficio:
-        quando la prognosi della malattia sia superiore a 30 giorni (86);
- quando, per le malattie di durata inferiore, sia esaurito il
  periodo massimo di permesso straordinario retribuito spettante al
  dipendente ai sensi dell'art. 33 del Regolamento del personale
  (86).
         Qualora l'aspettativa per infermita' segua un periodo di
permesso straordinario retribuito per malattia, l'eventuale giornata
festiva successiva all'ultimo giorno di permesso retribuito e' da
computare come inizio della aspettativa stessa.
4. Durata, trattamento economico, effetti giuridici
I. Durata.
         La durata dell'aspettativa per infermita' incontra un
doppio limite salvo quanto precisato al successivo punto c), e
cioe':
- non puo' durare per piu' di diciotto mesi (87), in caso di un
  unico periodo di aspettativa o di piu' periodi fra loro cumulabili
  (v. successivo punto a);
- non puo', in ogni caso, superare (cumulata anche con eventuali
  periodi di aspettativa per motivi di famiglia, personali o di
  studio) due anni e mezzo in un quinquennio (88) (v. successivo
  punto b).
  In merito al computo degli anzidetti periodi massimi e
  all'eventuale proroga concedibile dal Comitato esecutivo a norma
  dell'art. 55 del Regolamento del personale, si forniscono le
  seguenti precisazioni:
a) limite dei 18 mesi
   Agli effetti della determinazione del limite massimo di durata
   (diciotto mesi) piu' periodi di aspettativa per motivi di salute
   si sommano quando tra essi non intercorra un periodo di servizio
   attivo superiore a tre mesi (89).
   Come servizio attivo e quindi utile ai fini dell'interruzione tra
   i vari periodi di aspettativa per infermita' sono da considerare
   anche le assenze per ferie e quelle effettuate a titolo di
   permesso o congedo straordinario retribuito
b)       limite di due anni e mezzo nel quinquennio
   Piu' periodi di aspettativa per infermita', anche non cumulabili
   a norma della precedente lett. a), non possono superare -
   cumulati anche ad eventuali periodi di aspettativa per motivi di
   famiglia, personali o di studio - la durata di due anni e mezzo
   in un quinquennio (88).
   Ai fini della determinazione del menzionato quinquennio, si
   considera quello che viene a scadere nell'ultimo giorno del nuovo
   periodo di aspettativa richiesto dall'impiegato (90) o
   concedibile d'ufficio.
   Ove ne ricorrano i presupposti (presumibile recupero della
   idoneita' al servizio) puo' essere concesso un periodo di
   aspettativa di durata inferiore a quello richiesto, fino a
   concorrenza del limite massimo di due anni e mezzo nel
   quinquennio immediatamente anteriore all'ultimo giorno di tale
   nuovo periodo.
c)       proroga di sei mesi
   Nei confronti dei dipendenti non idonei a riprendere servizio al
   termine del diciottesimo mese di aspettativa per infermita', o
   che abbiano raggiunto il periodo massimo di aspettativa per
   motivi di famiglia, personali o di studio stabilito - come sara'
   meglio chiarito in seguito - in dodici mesi, ovvero che abbiano
   raggiunto il limite massimo di durata delle aspettative per
   infermita' o per motivi di famiglia, personali o di studio,
   complessivamente considerate, pari a due anni e mezzo nell'arco
   di un quinquennio, il Comitato esecutivo - sentita la Commissione
   del personale - puo' autorizzare, ricorrendo motivi di
   particolare gravita', un ulteriore periodo di aspettativa, senza
   assegni, di durata non superiore a sei mesi (91).
   Le relative istanze dei dipendenti interessati,
   circostanziatamente motivate e documentate, dovranno essere
   trasmesse a questa Sede centrale, Servizio Personale, Reparto 7.
II. Trattamento economico.
         Durante l'aspettativa per infermita' non dipendente da
causa di servizio l'impiegato ha diritto all'intera
retribuzione - con esclusione dei compensi connessi alla presenza in
servizio o all'espletamento di specifiche mansioni - per i primi 12
mesi e alla meta' di essa per il restante periodo, conservando
integralmente le quote di aggiunta di famiglia (92).
         La riduzione alla meta' della retribuzione e' disposta dopo
12 mesi di assenza consecutiva a titolo di aspettativa per
infermita'; le eventuali interruzioni, anche se di durata inferiore
a 3 mesi, comportano il diritto alla retribuzione intera fino ad un
massimo di altri 12 mesi di assenza consecutiva dopo l'inizio del
nuovo periodo di aspettativa per infermita'.
         Qualora l'infermita' che e' motivo dell'aspettativa sia
riconosciuta dipendente da causa di servizio permane, per tutto il
periodo dell'aspettativa, il diritto dell'impiegato a tutti gli
assegni, esclusi i compensi per prestazioni di lavoro straordinario
(93).
III. Effetti giuridici.
         Il tempo trascorso in aspettativa per infermita' con
retribuzione intera o ridotta e' computato per intero ai fini della
progressione di carriera, dell'attribuzione delle classi e degli
aumenti periodici di stipendio e dal trattamento di quiescenza e di
previdenza (94). L'eventuale periodo di proroga fino ad un massimo
di 6 mesi non e' utile ai predetti fini ne' agli effetti della
maturazione delle ferie.
5. Controlli medici.
         In via generale (sia che l'aspettativa venga disposta a
domanda o d'ufficio) i dirigenti le unita' funzionali debbono
predisporre visite mediche di controllo il cui esito deve essere
notificato ai dipendenti, che lo sottoscriveranno per presa visione.
         Al fine di rendere possibili tali controlli e' necessario
che i dipendenti interessati, nel caso in cui si trovino nella
necessita' di assentarsi dalla propria dimora, nel corso della
giornata, per praticare cure o per sottoporsi a visite mediche,
dovranno tempestivamente rendere edotti di quanto sopra i dirigenti
le unita' funzionali di appartenenza, precisando l'orario in cui non
saranno reperibili nella loro dimora. Al rientro in servizio i
dipendenti dovranno esibire la documentazione sanitaria relativa
alle cure e agli accertamenti medici effettuati.
         In caso di dissenso dal referto del sanitario
dell'Istituto, il dipendente puo' chiedere per iscritto, entro il
termine perentorio di cinque giorni da quello in cui ha avuto
comunicazione scritta del giudizio del medico dell'Amministrazione o
ha sottoscritto, per presa visione, il predetto giudizio, che il
giudizio definitivo sia deferito ad un collegio medico arbitrale:
tale richiesta dovra' contenere la designazione del medico di parte
(30).
         Per ogni altra questione riguardante il collegio medico
arbitrale si richiama l'art. 40 del Regolamento organico del
personale.
         Alla scadenza dei periodi di infermita' che verranno
notificati agli interessati dai medici di controllo (o che verranno
stabiliti dal collegio medico arbitrale), i dipendenti riassumeranno
il servizio senza ulteriori formalita'.
         Qualora i dipendenti intendano riprendere le prestazioni
prima della scadenza dei periodi stessi, saranno immessi in servizio
previo accertamenti sanitari intesi a stabilire se le condizioni di
salute consentano la ripresa dell'attivita' lavorativa (anche in
questa ipotesi, ove vi sia dissenso con il referto del sanitario
dell'Istituto puo' essere chiesto l'intervento del Collegio medico
arbitrale secondo le modalita' sopra richiamate).
         Qualora, infine, lo stato di malattia perduri, i
dipendenti, nel giorno in cui avrebbero dovuto riprendere il
servizio, dovranno far pervenire al dirigente l'unita' funzionale di
appartenenza richiesta di proroga dell'aspettativa corredata del
prescritto certificato medico, in mancanza della quale le loro
assenze saranno considerate ingiustificate.
         La predetta domanda di proroga e la relativa certificazione
sanitaria dovranno essere prodotte anche quando i dipendenti
medesimi siano stati collocati in aspettativa d'ufficio.
         Nei confronti dei dipendenti che cumulano 18 mesi di
aspettativa per infermita' ovvero che, trovandosi in aspettativa per
malattia, raggiungono il limite massimo di durata delle aspettative
per infermita' e per motivi di famiglia, complessivamente
considerate, pari a due anni e sei mesi nell'arco di un quinquennio,
dovra' essere disposta, alla scadenza rispettivamente del
diciottesimo mese o dei due anni e mezzo, una visita medica di
-        siano incondizionatamente idonei a riprendere il servizio;
- non siano idonei alle funzioni in precedenza svolte ma possano
  essere adibiti ad altri compiti attinenti la loro qualifica (95);
- non siano idonei alle funzioni proprie della qualifica rivestita
  ma possano essere, a domanda, convenientemente utilizzabili in
  qualifica corrispondente di altro ruolo (96). In questo caso si
  applicano le norme sui passaggi a qualifiche corrispondenti di
  altro ruolo (97);
- non siano idonei ai compiti della qualifica rivestita o di
  qualifica corrispondente di altro ruolo.
         Il dipendente che risulti non idoneo a riprendere servizio,
e' dispensato ove non sia possibile adibirlo, a domanda, ad altri
compiti attinenti alla sua qualifica o disporne il trasferimento ad
altro ruolo ai sensi dell'art. 63 R.O. (98).
         La proposta di dispensa dal servizio, sia al termine
dell'aspettativa sia eventualmente nel corso della medesima e
indipendentemente dal collocamento in aspettativa, deve essere
formulata da un collegio composto da tre medici designati
dall'Istituto ed e notificata al dipendente il quale puo' chiedere
che il giudizio definitivo sulle sue condizioni di salute sia
demandato al collegio arbitrale, costituito come innanzi precisato
(99).
         La proposta formulata nel corso dell'aspettativa o in
qualsiasi altro momento ove riguardi dipendenti aventi titolo al
trattamento di previdenza di cui al Regolamento per il trattamento
di previdenza e di quiescenza del personale dell'INPS, deve
contenere il giudizio espresso sul carattere permanente
dell'idoneita' al servizio.
         La dispensa per inabilita' e' adottata con provvedimento
del Comitato esecutivo, sentita la Commissione del personale (100).
         I dirigenti le unita' funzionali trasmetteranno le proposte
di dispensa dal servizio a questa Direzione generale, Servizio
Personale Reparto 7, corredate della relativa documentazione
sanitaria (esiti della visita medica di controllo ed eventuale
giudizio del Collegio medico arbitrale).
         La dispensa per inabilita' al termine dell'aspettativa ha
decorrenza dal giorno successivo a quello di scadenza del periodo
massimo previsto per l'aspettativa per infermita' (18 mesi o due
anni e mezzo nel quinquennio, con l'eventuale integrazione della
proroga fino a sei mesi) (101). Quella disposta nel corso
dell'aspettativa o indipendentemente dal collocamento in aspettativa
decorre dalla data della deliberazione del Comitato esecutivo.
12.3.4. Aspettativa per motivi di famiglia, personali o di studio
1. Condizioni
         L'impiegato che aspira ad ottenere l'aspettativa per motivi
di famiglia, personali o di studio, deve presentare motivata domanda
(102).
         In proposito si precisa che i Dirigenti preposti alle
singole unita' funzionali, nel trasmettere le domande di aspettativa
in questione dovranno esprimere il loro parere in merito
all'accoglibilita' delle domande stesse, tenendo conto - oltre che
della validita' dei motivi addotti dagli istanti - anche delle
esigenze di servizio, che saranno rappresentate circostanziatamente
qualora venga formulato parere negativo o comunque limitativo degli
effetti dell'aspettativa richiesta.
         Le domande di cui trattasi dovranno contenere tutti gli
elementi necessari per la loro definizione ed essere corredate di
idonea documentazione comprovante la sussistenza delle circostanze
esposte dagli interessati a sostegno della propria richiesta. Ad
esempio, nel caso di domanda di aspettativa motivata da malattia di
familiari quali ascendenti o fratelli, dovra' essere documentata,
oltre allo stato di malattia del congiunto, la composizione della
famiglia originaria ed acquisita del richiedente, mentre,
nell'ipotesi di richiesta di aspettativa per motivi di studio,
dovra' essere comprovata l'iscrizione ai corsi che l'interessato
intenderebbe seguire: in particolare, trattandosi di studenti
universitari, dovra' essere precisato l'anno di corso cui gli stessi
sono iscritti nonche' il numero degli esami gia' sostenuti e da
sostenere per il conseguimento del diploma di laurea.
         Al fine di ridurre al minimo i tempi occorrenti per la
definizione delle richieste, gli interessati dovranno produrle gia'
complete di tutti gli elementi suaccennati, tenendo presente che la
mancanza anche di uno solo di essi potrebbe condizionarne l'esito.
         Il Comitato esecutivo, sentita la Commissione del
personale, provvede sulla domanda di aspettativa ed ha facolta', per
ragioni di servizio da enunciarsi nel provvedimento, di respingere
la domanda stessa, di ritardarne l'accoglimento e di ridurne la
durata dell'aspettativa richiesta (103).
         Ovviamente, conserva piena validita' il criterio, gia'
seguito in passato, secondo cui gli interessati, in attesa delle
decisioni del Comitato esecutivo, non potranno allontanarsi dal
servizio a titolo di aspettativa.
         L'aspettativa puo' in qualunque momento essere recovata per
ragioni di servizio (104).
2. Durata, trattamento economico, effetti giuridici
I. Durata.
         La durata dell'aspettativa per motivi di famiglia,
personali e di studio, incontra due limiti (superabili, per motivi
di particolare gravita', con un ulteriore periodo di aspettativa di
durata non superiore a 6 mesi):
- non puo' eccedere la durata di 1 anno (105);
- non puo' in ogni caso superare (cumulata con eventuali periodi di
  aspettativa per infermita') due anni e mezzo in un quinquennio.
  (88)
         In ordine a tali limiti e alla proroga eccezionale
concedibile dal Comitato esecutivo si forniscono le seguenti
precisazioni:
a) limite di 1 anno
         Piu' periodi di aspettativa per motivi di famiglia,
personali o di studio, si sommano, agli effetti della determinazione
del limite massimo di un anno di durata, quando tra essi non
intercorra un periodo di servizio attivo superiore a sei mesi. (106)
         Come servizio attivo e quindi utile ai fini della
interruzione tra i vari periodi di aspettativa per motivi di
famiglia, sono da considerare, come gia' precisato, anche le assenze
per ferie e quelle effettuate a titolo di permesso o congedo
straordinario retribuito.
b) limite di due anni e mezzo nel quinquennio
         Per tale limite si veda lo specifico paragrafo relativo
alla durata dell'aspettativa per infermita' (si tratta infatti di un
limite comune ai due tipi di aspettativa).
c) proroga di 6 mesi
         Superati gli anzidetti limiti di durata, il Comitato
esecutivo, sentita la Commissione del personale, puo' consentire per
motivi di particolare gravita' un ulteriore periodo di aspettativa,
senza assegni, di durata non superiore a sei mesi. Le relative
istanze dovranno essere circostanziatamente motivate e documentate e
verranno trasmesse alla Direzione generale - Servizio personale,
Reparto 7.
II. Trattamento economico.
         Durante l'aspettativa per motivi di famiglia, personali o
di studio il dipendente non ha diritto ad alcun assegno.
III. Effetti giuridici.
         Il tempo trascorso in aspettativa per motivi di famiglia
non e' utile ai fini: (107)
-        del computo delle ferie;
-        della progressione di carriera;
- dell'attribuzione delle classi e degli aumenti periodici di
  stipendio;
- del trattamento di quiescenza e previdenza, salvo riscatto a
  domanda da presentarsi entro tre anni dal termine
  dell'aspettativa.
12.3.5. Aspettativa per l'assolvimento di funzioni pubbliche.
         La materia e' gia' stata trattata, unitamente ai congedi,
nel paragrafo 8.2.1.
12.3.6. Aspettativa concessa allorche' il coniuge presti o sia
        chiamato a prestare servizio all'estero
         Ai sensi dell'art. 22 del D.P.R. 25 giugno 1983, n. 346, al
dipendente il cui coniuge presti o sia chiamato a prestare servizio
all'estero per conto degli enti pubblici di cui alla legge 20 marzo
1975, n. 70, o di altre amministrazioni, si applicano le norme di
cui alla legge 11 febbraio 1980, n. 26 che stabilisce:
- l'impiegato dello Stato il cui coniuge dipendente civile o
  militare, della pubblica amministrazione, presti servizio
  all'estero puo' chiedere di essere collocato in aspettativa (art.
  1);
- l'aspettativa puo' avere una durata corrispondente al periodo di
  tempo in cui permane la situazione che l'ha originata e puo'
  essere revocata in qualunque momento per ragioni di servizio o in
  difetto di effettiva permanenza all'estero del dipendente in
  aspettativa (art. 2, primo comma);
- l'impiegato in aspettativa non ha diritto ad alcuno assegno (art.
  2, secondo comma);
- il termine trascorso in aspettativa concessa ai sensi dell'art. 1
  non e' computato ai fini della progressione di carriera, della
  attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del
  trattamento di quiescenza e previdenza (art. 3).
         L'impiegato che aspira ad ottenere l'aspettativa per il
motivo di cui alla menzionata L. n. 26/1980 deve presentare motivata
domanda.
         Il Comitato esecutivo, sentita la Commissione del
personale, provvede sulla domanda di aspettativa.
13 - COMANDO PRESSO ALTRA AMMINISTRAZIONE
13.1. Fonte normativa
         L'art. 68 del Regolamento organico del personale prevede,
al primo comma, che il dipendente puo' essere comandato a prestare
servizio presso Amministrazioni statali o presso altro ente pubblico
nei casi e nei limiti consentiti dalle vigenti norme di legge.
         Al riguardo si precisa che per "vigenti norme di legge"
debbono intendersi non quelle che disciplinano il comando dei
dipendenti statali presso altre Amministrazioni, ma quelle che
prevedono esplicitamente il comando dei dipendenti degli enti
pubblici (tra i quali sia chiaramente possibile individuare l'INPS)
presso le Amministrazioni statali o presso altro Ente pubblico.
         Le Amministrazioni pubbliche che richiedono il comando di
dipendenti dell'Istituto debbono indicare le norme di legge in base
alle quali viene richiesto il comando stesso.
13.2. Autorita' competente a deliberare il comando
         Al comando si provvede con deliberazione del Comitato
esecutivo, sentiti il dipendente e la Commissione del personale
(108).
13.3. Trattamento economico
         Gli oneri relativi al trattamento economico del personale
comandato e' a carico dell'Amministrazione indicata dalla
disposizione di legge che prevede il comando, compresa la quota di
indennita' di buonuscita maturata durante il periodo di comando.
13.4. Effetti giuridici ed economici
         Il periodo trascorso in posizione di comando e' utile a
tutti gli effetti giuridici ed economici (109).
         Il dipendente in posizione di comando e' ammesso ai
concorsi e agli scrutini per il conferimento delle qualifiche
dirigenziali in base alle disposizioni che disciplinano la materia
(110).
14 - ASSENZE PER CAUSA DI FORZA MAGGIORE
         La comunicazione di un evento di forza maggiore che
impedisca la prestazione del servizio deve essere effettuata con le
modalita' previste per l'assenza per malattia.
         Qualora il fatto impeditivo della prestazione non sia
notorio il dipendente e' tenuto ad esibire idonea documentazione.
Tali casi dovranno essere segnalati, per i provvedimenti di
competenza, alla Sede centrale - Servizio Personale, Reparto
7 - alla quale sara' trasmessa la relativa documentazione.
15 - RITARDO NELL'ASSUNZIONE IN SERVIZIO PER GIUSTIFICATO MOTIVO
     AUTORIZZATO DALL'AMMINISTRAZIONE
         Il dipendente nominato in prova, se non assume servizio
entro il termine stabilito, decade dalla nomina stessa (111);
         Per giustificato motivo, autorizzato dall'Amministrazione,
il dipendente puo' tuttavia assumere servizio con ritardo rispetto
al termine prefissatogli.
         In tal caso il periodo intercorrente tra la data
originariamente fissata e la data di effettiva assunzione del
servizio configura una assenza giustificata senza retribuzione: lo
stesso periodo e' comunque considerato utile agli effetti giuridici
e per la progressione economica.
16 - ASTENSIONE VOLONTARIA DAL LAVORO (Sciopero)
         E' tale quella proclamata nelle forme prescritte da una o
piu' Organizzazioni sindacali costituite in seno all'Istituto o a
rilevanza nazionale. Ogni altra forma di astensione dal lavoro o
dall'esercizio delle funzioni espletate non e' giustificata e, oltre
alla perdita della retribuzione, puo' comportare l'irrogazione di
sanzioni disciplinari.
         Le trattenute per sciopero devono essere in ogni caso
commisurate all'effettiva assenza dal servizio ed essere effettuate
entro il mese in cui e' stata fatta l'assenza o, qualora non sia
possibile, entro il mese successivo.
         La rilevazione degli scioperi orari deve essere effettuata
con le stesse modalita' di attestazione della presenza.
tempestivamente comunicati secondo le disposizioni contenute nei
messaggi n. 1349 del 15.2.1983 e n. 1776 dell'8.3.1983, ribadite con
lettera n. 2300457 del 10.1.1984.
17 - ASSEMBLEE
17.1. Normativa
         L'art. 63 del D.P.R. n. 509/1979 stabilisce la disciplina
delle assemblee del personale sia sotto il profilo della procedura
da seguire per la richiesta e per il relativo esame da parte del
dirigente l'unita' funzionale, sia per quanto attiene il numero
massimo di ore per il quale e' conservato il diritto alla
retribuzione.
17.1.1. Convocazione ed oggetto delle assemblee
         Le riunioni, che possono aver luogo anche in locali ubicati
all'esterno dell'unita' funzionale, devono essere indette,
singolarmente o congiuntamente, dalle rappresentanze sindacali
aziendali, e cioe' da quelle rappresentanze che possono essere
costituite nell'ambito delle associazioni aderenti alle
Confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale e
delle associazioni sindacali, non affiliate alle predette
Confederazioni, che abbiano titolo a partecipare agli accordi di
categoria (v. art. 25 della legge 29/3/1983, n. 93).
         Associazioni, gruppi, comitati e organizzazioni diverse da
quelle espressamente abilitate ai sensi della suindicata normativa
non possono indire assemblee sul posto di lavoro.
         La richiesta scritta di assemblea da parte della
rappresentanza sindacale deve pervenire al dirigente l'unita'
funzionale, di norma con preavviso di almeno 24 ore, e deve
contenere, oltre all'eventuale richiesta di disponibilita' dei
locali, l'indicazione dell'ora di inizio e termine della riunione e
dell'ordine del giorno.
         Ai sensi del 6 comma del richiamato art. 63 le assemblee,
che possono riguardare la generalita' dei dipendenti o gruppi di
essi, debbono avere ad oggetto, esclusivamente, materie di interesse
sindacale o del lavoro. La normativa contrattuale non consente
pertanto di effettuare durante l'orario di lavoro, ordinario o
straordinario, riunioni aventi ad oggetto argomenti diversi da
quelli esplicitamente indicati.
         Quando nell'unita' funzionale l'orario di lavoro sia
articolato in turni, l'assemblea puo' aver luogo in due riunioni
nella stessa giornata.
17.1.2. Adempimenti dei Dirigenti le unita' funzionali
a) Sedi periferiche.
   I dirigenti le unita' funzionali periferiche dovranno assumere,
   in via generale e previ accordi con le Organizzazioni sindacali,
   tutte le iniziative ritenute necessarie per il funzionamento dei
   servizi essenziali (quali, ad es., le informazioni al pubblico,
   il funzionamento delle caldaie, degli ascensori, ecc.) e la
   salvaguardia del patrimonio dell'Istituto (sorveglianza sugli
   accessi, sulle apparecchiature, con particolare riferimento ai
   Centri elettronici ed ai video-terminali, ecc) durante lo
   svolgimento delle assemblee.
   Ricevuta la richiesta di assemblea, i Dirigenti medesimi, dopo
   aver verificato che l'assemblea stessa e' indetta da una delle
   rappresentanze abilitate e che l'oggetto risponda ai requisiti
   richiesti dal 6 comma del piu' volte richiamato art. 63 della
   normativa contrattuale, predisporranno appositi fogli sui quali
   il personale che intende partecipare alla riunione dovra' apporre
   la propria firma, all'atto dell'allontanamento e del rientro al
   posto di lavoro con indicazione dei relativi orari.
   Nel caso che pervengano richieste di assemblee in date e orari
   coincidenti e le organizzazioni richiedenti non raggiungano un
   accordo sara' data precedenza alla richiesta pervenuta per prima.
b) Sede centrale.
   Per la Sede centrale, il Direttore generale o il Dirigente da lui
   delegato, previ accordi con le Organizzazioni sindacali
   interessate, stabiliranno - sulla base dei criteri di cui al
   punto a) - le modalita' necessarie per assicurare il
   funzionamento dei servizi essenziali e la salvaguardia dei beni
   patrimoniali durante lo svolgimento delle assemblee.
   Cio' premesso, le richieste scritte di assemblea da parte delle
   Organizzazioni sindacali, indirizzate al Direttore generale,
   devono essere rimesse per l'istruttoria di competenza al Servizio
   personale, che procedera' agli adempimenti relativi e formulera'
   proposta di accoglimento o meno delle stesse.
   Una volta intervenuta l'autorizzazione del Direttore generale, il
   Servizio personale dara' notizia dello svolgimento dell'assemblea
   ai Dirigenti i Servizi, i quali dovranno predisporre i fogli per
   l'apposizione della firma da parte del personale che intende
   partecipare all'assemblea.
17.1.3. Adempimenti del personale
         Il personale ha diritto a riunirsi in assemblea durante
l'orario di lavoro nel limite individuale di 30 ore annue con
diritto alla normale retribuzione; oltre tale limite l'eventuale
assenza dal posto di lavoro e' da considerarsi ingiustificata. Per
normale retribuzione si intende quella fissa e continuativa, con
esclusione delle indennita' o compensi per servizi speciali (ad es.
indennita' di turno, compensi per lavoro straordinario).
         I dipendenti che intendono partecipare alle assemblee
durante l'orario di lavoro, sia che esse si tengano all'esterno che
all'interno dei locali dell'Istituto, devono apporre la propria
firma, con l'indicazione dell'ora in cui lasciano il posto di
lavoro, su appositi fogli. Al termine dell'assemblea, che non si
concluda con la cessazione dell'orario normale di lavoro, dovranno
nuovamente firmare sui fogli di cui sopra, annotando l'ora del
rientro.
         In caso di mancata apposizione della firma di rientro,
l'assenza dal posto di lavoro e' conteggiata fino al termine
dell'orario di servizio ed e' considerato ingiustificata a tutti gli
effetti.
         Il personale che lasci l'assemblea prima della sua
conclusione e' ovviamente tenuto a rientrare al posto di lavoro,
previa apposizione della firma ed annotazione dell'ora di rientro
sui fogli gia' indicati.
18 - ASSENZE PER CAUSE DISCIPLINARI
18.1. Convocazione di dipendenti sottoposti a procedimento
      disciplinare da parte della Commissione di diciplina. Rimborso
      spese al dipendente prosciolto.
         Le assenze dal servizio effettuate per le cause
sopraindicate, rapportate al tempo strettamente necessario per
l'eventuale viaggio di andata e ritorno e per le relative incombenze
procedurali, saranno considerate giustificate e quindi comportanti
il diritto alla normale retribuzione indipendentemente dall'esito
del procedimento disciplinare.
         Il dipendente prosciolto a seguito di procedimento
disciplinare ha diritto al rimborso delle spese di viaggio sostenute
per comparire innanzi alla Commissione di disciplina e alle relative
indennita' di missione (112) e puo' chiedere il rimborso delle spese
di viaggio e di quelle soggiorno, in misura corrispondente
all'indennita' di missione, per il tempo strettamente indispensabile
per prendere visione degli atti del procedimento ed estrarne copia
(113).
18.2. Personale sospeso dal servizio. Misura dell'assegno
      alimentare.
         Le assenze effettuate dal personale cui sia irrogata la
sanzione disciplinare della sospensione dal servizio (massimo sei
mesi) non sono utili agli effetti giuridici ed economici
(maturazione di classi o scatti di stipendio). Esse determinano
altresi' un ritardo di 2 anni nella maturazione degli anzidetti
aumenti periodici dello stipendio.
         Durante il periodo di sospensione dal servizio compete al
dipendente un assegno alimentare nella misura stabilita dal
Direttore generale, sentita la Commissione del personale, entro il
limite massimo del 50% dello stipendio oltre all'intero importo
delle quote di aggiunta di famiglia eventualmente spettanti.
         Lo stesso regime si applica in caso di sospensione
cautelare dal servizio. Qualora in sede di giudizio disciplinare, il
dipendente venga prosciolto dagli addebiti o sia punito con una
sanzione inferiore a quella della sospensione, il medesimo ha
diritto al conguaglio per il periodo di assenza fra la retribuzione
ordinaria cui avrebbe avuto diritto e l'assegno alimentare percepito
aumentato delle somme eventualmente conseguite all'esterno dell'Ente
durante l'assenza medesima secondo la dichiarazione che, a tal fine,
dovra' essere resa dal dipendente medesimo.
19 - ASSENZA INGIUSTIFICATA
         L'assenza, non motivata da causa di forza maggiore o alla
quale il dipendente non abbia titolo ai sensi di norme di legge o
regolamentari, e' considerata ingiustificata e viene valutata sotto
il profilo disciplinare ovvero ai fini della dichiarazione di
decadenza dall'impiego.
         La diffida a riprendere servizio in caso di assenza
ingiustificata dovra' essere inviata all'interessato da parte del
Dirigente la unita' funzionale con assoluta tempestivita', a mezzo
raccomandata con avviso di ricevimento, con la comminatoria
dell'applicazione dell'articolo 106 del Regolamento organico del
personale e con la fissazione di un termine non superiore ad otto
giorni per la ripresa del servizio.
         Decorso inutilmente il termine, ferma restando la
sospensione della retribuzione, il caso sara' segnalato alla Sede
centrale - Servizio personale, Reparto 7 - al quale dovra' essere
inviata tutta la documentazione in possesso dell'unita' funzionale,
unitamente all'avviso di ricevimento della diffida. Ove detto avviso
non venga restituito, il caso va comunque segnalato alla scadenza
del quindicesimo giorno dall'invio della diffida stessa.
         Anche nell'ipotesi che il dipendente riprenda servizio
entro il termine fissatogli, il caso deve essere segnalato alla Sede
centrale - Servizio personale, Reparto 7 - per le conseguenti
valutazioni.
                              * * *
         Al fine di consentire l'annotazione delle assenze
annualmente effettuate sullo stato matricolare dei dipendenti,
continuano a trovare applicazione le disposizioni contenute
nell'ultima pagina della circolare n. 11307 P./248 del 12 dicembre
1978.
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                              N O T E
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(*) La deliberazione consiliare n. 248 del 31 ottobre 1984 che
    modifica la competenza in materia e' in corso di approvazione da
    parte dei Ministeri vigilanti.
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  (1) Art. 29, 1 comma, R.O.; All. 9, punto 7, D.P.R. n. 411/1976;
      Art. 8, u.c., Legge n. 70/1975.
  (2) Art. 36, 3 comma, Costituzione.
  (3) Art. 30, 1 comma, R.O.; All. 9, punto 7, D.P.R. n. 411/1976.
  (4) Legge 5 marzo 1977, n. 54.
  (5) Art. 30, 2 comma, R.O.
  (6) Art. 29, 2 comma, R.O.; Art. 9, 3 comma, D.P.R. n. 509/1979.
  (7) Art. 29, 1 comma, R.O.
  (8) Art. 29, 3 comma, R.O.; art. 27, 4 comma, D.P.R. n. 509/1979.
  (9) Art. 16, 1 comma, D.P.R. n. 509/1979; Art. 9, 1 comma, Legge
      n. 70/1975.
 (10) Art. 31, 2 comma, R.O.
 (11) Art. 31, 2 comma, R.O.; Art. 153 R.O.
 (12) Art. 31, u.c. R.O.; Art. 9, 1 comma, Legge n. 70/1975
 (13) Art. 138, 3 comma, R.O.
 (14) Art. 54, u.c., R.O.
 (15) Art. 38, u.c., R.O.; Art. 7, 1, 2 e 3 comma, L. n. 1204/1971;
      L. n. 903/1977, 1 comma.
 (16) Art. 32, 2 comma, R.O.; Art. 16, 1 comma, D.P.R. n. 509/1979.
 (17) Art. 31, 2 comma, R.O.
 (18) Art. 16, 2 comma, D.P.R. n. 509/1979.
 (19) Art. 31, 3 comma, R.O.; All. 9, punto 6, D.P.R. n. 411/1976.
 (20) Art. 31, 5 comma, R.O.; Art. 1, L. 937/1977.
 (21) Art. 33 R.O.; Art. 17 D.P.R. n. 509/1979; Art. 9, 2 comma, L.
      n. 70/1975.
 (22) Art. 13, L. 11 novembre 1983, n. 638.
 (23) Art. 53, 2 comma R.O.
 (24) Art. 39, 1 comma R.O.
 (25) Art. 39, 2 comma R.O.
 (26) Art. 39, 4 comma R.O.
 (27) Art. 40, 1 comma R.O.
 (28) Art. 39, u.c. R.O.
 (29) Art. 40, 3 comma R.O.
 (30) Art. 40 R.O.
 (31) Art. 138, 3 comma R.O.
 (32) Art. 17, u.c., D.P.R. n. 509/1979
 (33) Art. 34, R.O.; Art. 3 D.P.R. n. 411/1976.
 (34) Art. 35 R.O.; Art. 17, 2 comma, D.P.R. n. 509/1979; Art. 9, 3
      comma, L. n. 70/1975.
 (35) Art. 1 Legge n. 1078, 12 dicembre 1966.
 (36) Art. 6, Legge 23 marzo 1981, n. 93.
 (37) Art. 5, 1 comma, Legge n. 1078/1966.
 (38) Art. 5, 2 comma, L. n. 1078/1966
 (39) Art. 3, Legge n. 1078/1966
 (40) Art. 9, Legge 26 aprile 1974 n. 169.
 (41) Art. 6, Legge 23 marzo 1981, n. 93.
 (42) Art. 18, Legge 8 aprile 1976, n. 278.
 (43) Art. 2, Legge 12 dicembre 1966, n. 1078.
 (44) Art. 3, L. n. 1261/1965.
 (45) L. 13 luglio 1967, n. 584; D.M. 8 aprile 1968.
 (46) Art. 118, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361.
 (47) D.M. 12 aprile 1958.
 (48) Art. 119, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361; Art. 1, L. 30 aprile
      1981, n. 178.
 (49) Art. 36, 1 comma, R.O.; Art. 9, u.c., L. n. 70/1975.
 (50) Art. 52, 2 comma, R.O.
 (51) Art. 38, 2 comma, R.O.
 (52) Art. 4, L. n. 1204/1971.
 (53) Art. 4, L. n. 1204/1971; Art. 6, D.P.R. n. 1026/1976.
 (54) Art. 12, 2 e 3 comma, D.P.R. n. 1026/1976; Artt. 4 e 6, L. 22
      maggio 1978, n. 194.
 (55) Art. 6, 1 comma, L. n. 903/1977; Art. 80, 2 comma, L. n.
      184/1983.
 (56)    Art. 7, 1 comma, L.n. 1204/1971.
 (57) Art. 6, 2 comma, L. n. 903/1977; Art. 80, 2 comma, L. n.
      184/1983.
 (58) Art. 7, 1 comma, L. n. 903/1977; Art. 80, 2 comma, L. n.
      184/1983.
 (59) Art. 7, 2 comma, L. n. 1204/1971, Art. 6, 2 comma, L. n.
      903/1977
 (60)    Art. 10, L. n. 1204/1971.
 (61)    Art. 20, D.P.R. n. 1026/1976
 (62)    Art. 20, L. n. 1204/1971; Art. 12, 1 comma, L. n. 1026/1976.
 (63)    Art. 6, L. n. 1204/1971.
 (64) Art. 38, 1 comma, R.O.
 (66)    Art. 15, 1 comma, D.P.R. n. 1026/1976.
 (67)    Art. 37, 2 comma, R.O.
 (68)    Art. 7, 2 comma, R.O.
 (69)    Art. 7, 3 comma, L. n. 903/1977.
 (70)    Art. 38, 3 comma, R.O.; Art. 15, 2 comma, L. n. 1204/1971.
 (71)    Art. 7, 3 comma, L. n. 1204/1971.
 (72)    Art. 10, 1 comma, L. n. 1204/1971.
 (73)    Art. 10, 1 e 2 comma, L. n. 1204/1971.
 (74)    Art. 10, 3 comma, L. n. 1204/1971.
 (75)    Art. 10, D.P.R. n. 1026/1976.
 (76)    Art. 8, 1 comma, L. n. 903/1977
 (77)    Art. 15, 2 comma, D.P.R. n. 1026/1976.
 (78)    Art. 8, L. n. 1204/1971.
 (79)    Art. 9, 3 comma, L. n. 70/1975.
 (80)    Art. 51, 2 comma, R.O., Art. 55, 3 comma, R.O.
 (81)    Art. 52, 1 comma, R.O.
 (82)    Art. 52, 2 comma, R.O.
 (83)    Art. 52, 3 comma, R.O.
 (84)    Art. 53, 1 comma, R.O.
 (85)    Art. 39, 2 comma, R.O.
 (86)    Art. 53, 2 comma, R.O.
 (87)    Art. 53, 3 comma, R.O.
 (88)    Art. 55, 2 comma, R.O.
 (89)    Art. 55, 1 comma, R.O.
 (90)    Art. 55, u.c., R.O.
 (91)    Art. 55, 3 comma, R.O.
 (92)    Art. 53, 4 comma, R.O.
 (93)    Art. 53, u.c., R.O.
 (94)    Art. 53, 5 comma, R.O.
 (95)    Art. 56, R.O.
 (96) Art. 63, 1 comma, R.O.; Art. 15, 1 e 2 comma D.P.R. n.
      509/1979.
 (97)    Art. 23, 8 e 9 comma, D.P.R. n. 509/1979.
 (98)    Art. 56, R.O.
 (99)    Art. 107, 2 comma, R.O.
(100)    Art. 103, 3 e 4 comma, R.O.
(101)    Art. 107, u.c., R.O.
(102)    Art. 54, 1 comma, R.O.
(103)    Art. 54, 2 comma, R.O.
(104)    Art. 54, 3 comma, R.O.
(105)    Art. 54, 4 comma, R.O.
(106)    Art. 55, 1 comma, R.O.
(107)    Art. 54, u.c., R.O.
(108)    Art. 68, 2 comma, R.O.
(109)    Art. 68, 3 comma, R.O.
(110)    Art. 68, u.c., R.O.
(111)    Art. 11, 2 comma, R.O.
(112)    Art. 87, 1 comma, R.O.
(113)    Art. 87, 2 comma, R.O.
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                                                  ALLEGATO 1
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      RAPPORTO TRA PERIODO DI SERVIZIO E GIORNI DI FERIE SPETTANTI
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       Giorni di servizio            Giorni di ferie spettanti in
                                    relazione ai giorni di servizio
.
da   7 a  18 gg. di servizio                     1
da  19 a  30 gg. di servizio                     2
da  31 a  42 gg. di servizio                     3
da  43 a  55 gg. di servizio                     4
da  56 a  67 gg. di servizio                     5
da  66 a  79 gg. di servizio                     6
da  80 a  91 gg. di servizio                     7
da  92 a 103 gg. di servizio                     8
da 104 a 115 gg. di servizio                     9
da 116 a 128 gg. di servizio                    10
da 129 a 140 gg. di servizio                    11
da 141 a 152 gg. di servizio                    12
da 153 a 164 gg. di servizio                    13
da 165 a 176 gg. di servizio                    14
da 177 a 188 gg. di servizio                    15
da 189 a 201 gg. di servizio                    16
da 202 a 214 gg. di servizio                    17
da 215 a 225 gg. di servizio                    18
da 226 a 237 gg. di servizio                    19
da 238 a 249 gg. di servizio                    20
da 250 a 261 gg. di servizio                    21
da 262 a 274 gg. di servizio                    22
da 275 a 286 gg. di servizio                    23
da 287 a 298 gg. di servizio                    24
da 299 a 310 gg. di servizio                    25
da 311 a 322 gg. di servizio                    26
da 323 a 334 gg. di servizio                    27
da 335 a 347 gg. di servizio                    28
da 348 a 359 gg. di servizio                    29
da 360 a 365 gg. di servizio                    30
.
.
                                             ALLEGATO 2
.
.
.
CENTRO TRASFUSIONALE ...............
.
....................................
.
(autorizz. .........................)
.
.
.
         A norma della legge 13 luglio 1967 e del D.M. 8 aprile
1968, si certifica che ..l.. Sig. ..........................., che
ha esibito per il suo riconoscimento il documento ...............
..................... n. ................ rilasciato da ..........
............, il .................., ha donato gratuitamente .....
................ grammi di sangue il giorno .................. alle
ore .........
.
.
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                          Il sanitario che ha eseguito il prelievo
.
                              F.to ............................
.
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Timbro
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                                             ALLEGATO 3
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         Ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dall'art.2
della legge n. 584 del 1967 e dagli artt. 5 e 6 del D.M. 8 aprile
1968, il sottoscritto (a) .................................... in
forza presso .............................. dichiara quanto segue:
         1) in data .................... ha donato gratuitamente il
proprio sangue presso (b) ....................................;
         2) in occasione di tale donazione, si e' astenuto dal
lavoro per tutta la durata del (c) ...........................;
         3) per la giornata di astensione dal lavoro sopraindicata,
ha diritto all'integrale retribuzione, ai sensi delle vigenti
disposizioni regolamentari.
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                                         Firma
                               .........................
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Data, ..............
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(a) Indicare il cognome, nome e qualifica rivestita
(b) Indicare il centro trasfusionale presso il quale e' avvenuta la
    donazione
(c) Indicare il giorno, mese ed anno
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                                                         MOD. 1
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                                 All'Istituto Nazionale della
                                 Previdenza Sociale
.
                                 Sede di . . . . . . . . . .
                                 e, per conoscenza
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                                 Al Sig. . . . . . . . . . .
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         In data . . . . . . . . alle ore . . . .   mi sono recato
presso il domicilio del Sig. . . . . . . . . . . . . . . . . . .
in via . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
per sottoporre il medesimo, assente dal servizio per malattia, a
visita di controllo.
         Considerato che il dipendente e' risultato assente, ho
lasciato copia del presente mod. 1 a . . . . . . . . . . . . . .
qualificatasi  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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                                        IL MEDICO
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Avvertenza
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         A norma delle istruzioni di cui alla circolare n. 2641 del
26 marzo 1984, il dipendente deve produrre, entro quindici giorni da
oggi, alla Segreteria della unita' funzionale di appartenenza, una
documentata giustificazione della propria assenza.
         Trascorso inutilmente il termine sopra indicato, ovvero nel
caso in cui la menzionata giustificazione non sara' ritenuta idonea,
trovera' applicazione nei confronti del dipendente stesso quanto
disposto all'art. 5, comma 14, della legge 11 novembre 1983, n. 638
di conversione del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, illustrato con la
citata circolare salvi gli ulteriori effetti previsti dalle vigenti
norme regolamentari.
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                                                          MOD. 2
.
.
                                 All'Istituto Nazionale della
                                 Previdenza Sociale
.
                                 Sede di . . . . . . . . . .
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         In data . . . . . . . . alle ore . . . .   mi sono recato
presso il domicilio del Sig. . . . . . . . . . . . . . . . . . .
in via . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
per sottoporre il medesimo, assente dal servizio per malattia, a
visita di controllo.
         Il dipendente e' risultato assente e non e' stato possibile
lasciare al domicilio del medesimo la comunicazione di cui al punto
3) della circolare n. 2641 P. del 26 marzo 1984, per
. . . . . . .  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . .  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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                                        IL MEDICO
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              PRINCIPALI DISPOSIZIONI EMANATE NEL TEMPO
                 IN MATERIA DI ASSENZE DEL PERSONALE
.
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- 11307 P/248 del 12 dicembre 1978 "Disposizioni in materia di
  assenze del personale";
-        5842 P/126 del 22 giugno 1979 "Assenze";
- 11355 P/207 del 1 dicembre 1979 "Disposizioni in materia di ferie
  e permessi straordinari retribuiti";
- 5518 P/140 del 4 luglio 1980 "Precisazioni in materia di assenze
  del personale";
- 6188 P/136 del 24 giugno 1978 "Tutela delle lavoratrici madri,
  D.P.R. 25 novembre 1976, n. 1026, Legge 20 marzo 1975, n. 70,
  Legge 9 dicembre 1977, n. 903";
- 5192 P/122 del 14 giugno 1979 e 11387 P/212 del 6 dicembre 1979 in
  materia di Consultazioni elettorali;
- 2641 P/70 del 26 marzo 1984 " Applicazione dell'art. 5, comma 14,
  della legge 11 novembre 1983, n. 638, di conversione del D.L. 12
  settembre 1983, n. 46";
- 2976 P/81 del 6 aprile 1984 "Cure idrotermali - Art. 13 Legge 11
  novembre 1983, n. 638, di conversione del D.L. 12 settembre 1983,
  n. 463".
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                              I N D I C E
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1 - RIPOSO SETTIMANALE
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2 - FESTIVITA'
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    2.1. Elenco delle festivita'
    2.2. Esclusione dal computo ai fini delle ferie
    2.3. Prestazioni di servizio durante le festivita'
         2.3.1. Riposo per festivita' non goduta
         2.3.2. Compenso sostitutivo del riposo
         2.3.3. Lavoro straordinario in giornata festiva
.
3 - FERIE
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    3.1. Periodo spettante annualmente - Criteri di computo dei
         giorni lavorativi
    3.2. Irrinunziabilita' delle ferie e divieto di corrispondere
         compensi sostitutivi
    3.3. Maturazione del diritto (personale di ruolo e non di ruolo,
         personale in prova e personale straordinario)
    3.4. Assenze comportanti riduzioni di ferie
    3.5. Divieto di fruizione di mezze giornate di ferie
    3.6. Turni di ferie
    3.7. Eventi interruttivi delle ferie
    3.8. Proroga del periodo di ferie
.
4 - GIORNATE DI RIPOSO SOSTITUTIVO DI FESTIVITA' SOPPRESSE AI SENSI
    DELLA LEGGE N. 937/1977 (4 GIORNATE EX LETTERA B) ART. 1)
.
    4.1. Maturazione del diritto (personale di ruolo e non di ruolo,
         personale in prova e personale straordinario)
.
5 - PERMESSI STRAORDINARI RETRIBUITI
.
    5.1. Elenco dei permessi e limite massimo nel corso
        dell'anno solare
    5.2. Disposizioni riguardanti i singoli permessi retribuiti
         5.2.1. Matrimonio
         5.2.2. Malattia
                b) Comunicazione dell'assenza di malattia
                c) Controlli dello stato di malattia ed effetti del
                   mancato reperimento del dipendente
         5.2.3. Permessi straordinario retribuiti per la
                partecipazione a concorsi ed esami
         5.2.4. Cure idrotermali
                a) Titolo dell'assenza
                b) Certificazione
                c) Intervallo minimo tra ferie e permessi o congedi
                d) Dipendenti appartenenti a categorie protette
    5.3. Permessi straordinari retribuiti al personale
        straordinario
.
6 - PERMESSI RETRIBUITI AGGIUNTIVI AL PERSONALE ESPOSTO A
    RADIAZIONI IONIZZANTI
.
7 - PERMESSI NON RETRIBUITI
.
8 - CONGEDI STRAORDINARI RETRIBUITI
.
    8.1. Definizione
    8.2. Disposizioni riguardanti alcuni singoli congedi
         8.2.1. Congedi straordinari per cariche pubblice elettive
                1.   Dipendenti eletti a cariche presso enti
                     autonomi territoriali
                1.1. Collocamento in aspettativa
                     a) Valutazione dell'aspettativa ai fini del
                        servizio di pubblico impiego
                     b) Trattamento economico durante il periodo di
                        aspettativa
                 b.1) Deliberazione indennita' di carica
                 b.2) Mancata deliberazione dell'indennita' di
                      carica
                1.2. Collocamento in aspettativa non retribuita
                     ovvero in congedi retribuiti per il tempo
                     necessario all'espletamento del mandato
                1.3. Congedi straordinari retribuiti
                2.   Dipendenti eletti membri del Parlamento
                     a) Aspettativa per mandato parlamentare
                     b) Valutazione dell'aspettativa ai fini del
                        servizio di pubblico impiego
                     c) Trattamento economico durante il periodo di
                        aspettativa
                3. Dipendenti eletti membri del Parlamento europeo
         8.2.2. Riposi per donazioni di sangue
         8.2.3. Assenze per motivi elettorali
                1.   Assenze effettuate per esercitare il diritto di
                     voto
                1.1. Elezioni politiche, elezioni dei rappresentanti
                     al Parlamento europeo, Referendum di cui agli
                     artt. 75 e 138 Costituzione
                1.2. Elezioni amministrative
                2.   Assenze per espletamento di funzioni presso il
                     seggio elettorale
         8.2.4. Assenze per espletamento di funzioni presso Uffici
                elettorale in occasione delle elezioni scolastiche
                degli Organi collegiali
         8.2.5. Assenze a seguito di convocazione da parte di
                pubbliche autorita'
.
9 - CONGEDO STRAORDINARIO RETRIBUITO PER RICHIAMO ALLE ARMI
.
10 - ASSENZE PREVISTE DALLA LEGISLAZIONE PER LA TUTELA DELLE
     LAVORATRICI MADRI. ASSENZE FACOLTATIVE AL PADRE LAVORATORE
.
     10.1. Periodi di assistenza spettanti alla lavoratrice madre in
           occasione della nascita del bambino e per l'assistenza
           del medesimo
           10.1.1. Astensione obbligatoria dal lavoro
           10.1.2. Assenze non obbligatorie connesse alla gravidanza
                   e al parto
     10.2. Disposizioni riguardanti le singole assenze
           a) Astensione obbligatoria di cui al precedente punto
              10.1.1.
           b) Altre assenze di cui al precedente punto 10.1.2.
           c) Periodi di riposo orario entro il primo anno di vita
              del bambino (punto 10.1.2. lett. c)
           d) Periodi di malattia determinata da gravidanza o da
              puerperio (punto 10.1.2. lett. d)
           e) Assenze a seguito di interruzione della gravidanza
              (punto 10.1.2. lett. e)
     10.2.1. Rapporto tra assenze per maternita' e altri tipi di
             assenze
.
11 - DIRIGENTI SINDACALI: CONGEDI E PERMESSI SINDACALI
.
12 - ASPETTATIVE
.
     12.1. Elenco delle aspettative
     12.2. Autorita' competenti a disporre il collocamento
           in aspettativa
     12.3. Disposizioni riguardanti i singoli tipi di aspettativa
           12.3.1. Aspettativa per servizio militare
           12.3.2. Aspettativa per servizio sostitutivo civile o per
                   servizio  militare non armato o per gli obiettori
                   di coscienza
           12.3.3. Aspettativa per infermita'
                   1. Condizioni per la concessione
                   2. Aspettativa concessa a domanda
                   3. Aspettativa disposta d'ufficio
                   4. Durata, trattamento economico, effetti
                      giuridici
                      I.   Durata
                           a) limite dei 18 mesi
                           b) limite di 2 anni e mezzo nel
                              quinquennio
                           c) proroga di sei mesi
                      II.  Trattamento economico
                      III. Effetti giuridici
                   5. Controlli medici
           12.3.4. Aspettativa per motivi di famiglia, personali
                   o di studio
                   1. Condizioni
                   2. Durata, trattamento economico, effetti
                      giuridici
                      I.   Durata
                           a) limite dei 18 mesi
                           b) limite di 2 anni e mezzo nel
                              quinquennio
                           c) proroga di sei mesi
                      II.  Trattamento economico
                      III. Effetti giuridici
           12.3.5. Aspettativa per l'assolvimento di funzioni
                   pubbliche
           12.3.6. Aspettativa concessa allorche' il coniuge presti
                   o sia chiamato a prestare servizio all'estero
.
13 - COMANDO PRESSO ALTRA AMMINISTRAZIONE
.
     13.1. Fonte normativa
     13.2. Autorita' competente a deliberare il comando
     13.3. Trattamento economico
     13.4. Effetti giuridici ed economici
.
14 - ASSENZE PER CAUSA DI FORZA MAGGIORE
.
15 - RITARDO NELL'ASSUNZIONE IN SERVIZIO PER GIUSTIFICATO
     MOTIVO AUTORIZZATO DALL'AMMINISTRAZIONE
.
16 - ASTENSIONE VOLONTARIA DAL LAVORO (Sciopero)
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17 - ASSEMBLEE
.
     17.1. Normativa
           17.1.1. Convocazione ed oggetto delle delle assemblee
           17.2.2. Adempimenti dei Dirigenti le unita' funzionali
                   a) Sedi periferiche
                   b) Sede centrale
           17.1.3. Adempimenti del personale
.
18 - ASSENZE PER CAUSE DISCIPLINARI
.
     18.1. Convocazione di dipendenti sottoposti a procedimento
           disciplinare da parte della Commissione di disciplina.
           Rimborso spese al dipendente prosciolto.
     18.2. Personale sospeso dal servizio. Misura dell'assegno
           alimentare
.
19 - ASSENZA INGIUSTIFICATA

Allegati