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Giulio Tadolini

(Roma , 1849 - Roma, 1918)
Giulio Tadolini nasce a Roma nel 1849. Figlio e nipote d’arte, si iscrive all’Accademia di San Luca, frequentando inizialmente la classe di pittura. Una scelta quest’ultima contrastante con l’insigne tradizione familiare: il nonno Adamo fu scultore di grande prestigio, tra i migliori allievi di Canova e il papà Scipione seguì le orme del padre riscuotendo un buon successo nello stesso campo statuario.
Poco si sa sulla vita e sulla personalità artistica di Giulio, è noto comunque che in breve tempo abbandona la pittura per dedicarsi alla pratica scultorea. Nello studio Tadolini è infatti conservato un ritratto in altorilievo che porta la sua firma e l’indicazione dell’anno 1870.
Molto apprezzato per la fine capacità d’osservazione e l’esattezza nella resa dei dettagli, dedica gran parte della sua produzione alla ritrattistica verista, rifiorita sotto il regno di Umberto.
I principali modelli di Giulio sono esponenti dell’aristocrazia romana e illustri personalità storiche: tra questi la regina Margherita, re Umberto I, Guido Baccelli e Silvio Spaventa.
Nel corso della sua carriera si dedica inoltre alla rappresentazione di caratteri esotici o ideali: significative in questo senso sono Cleopatra, la Samaritana, l’Egiziana, la Negra e Cecilia Metella. I risultati migliori sono tuttavia raggiunti nel campo della plastica funeraria e in particolare nel Monumento a Leone XIII per San Giovanni in Laterano.
Si ergono ancor oggi rispettivamente a Perugia e a Roma la statua monumentale di Vittorio Emanuele II e quella di Silvio Spaventa, per la cui realizzazione, Giulio si adegua a forme convenzionali, dovendo probabilmente sopprimere parte del proprio estro: alcune fotografie mostrano infatti bozzetti dalle composizioni ardite, poi abbandonate a favore di uno stile più tradizionale.
La plastica più innovativa di Tadolini è probabilmente la figura dell’Aviatore, realizzata nel 1911 sotto l’influsso del Jugendstil. L’opera si può interpretare come un tentativo di tradurre nel gesso l’allegoria del volo umano, così come l’Energia e la Navigazione Aerea sono allegorie della tecnica moderna. Per la rappresentazione di tali figure Giulio sperimenta forme e stile sostanzialmente nuovi.
Nel 1879 Tadolini diviene membro dei Virtuosi del Pantheon e Accademico di merito all’Accademia di San Luca. Presso quest’ultima è quindi commissario dell’amministrazione e dal 1909 al 1910 vicepresidente.
Gli ultimi anni di attività dello scultore saranno ostacolati dalla prima guerra mondiale, suo figlio Enrico però continuerà l’attività paterna nell’ormai celebre Studio Tadolini, in via del Babuino a Roma.

Bibliografia

T. F. Hufschmidt, Tadolini Adamo, Scipione, Giulio, Enrico: quattro generazioni di scultori a Roma nei secoli XIX e XX, Roma, Gruppo dei Romanisti 1996.